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DRAMMA

Mamma e bimbo annegati, si indaga per omicidio

La procura dispone l'autopsia sui corpi della donna cinese e del figlio

Mamma e bimbo, dramma nel laghetto

Un passeggino abbandonato sull’orlo del laghetto artificiale. Ha catturato l’attenzione di una persona che ieri a Castelguglielmo è stato testimone di un fatto atroce: la morte per annegamento di una donna cinese di 39 anni e del suo bambino di poco più di un anno.

Il passante ha rallentato tra via Perarolo e via Boalto al Levante, nella zona industriale del paese polesano, all’imbocco con la Transpolesana e l’occhio è andato subito a due corpi che riaffioravano dal bacino di laminazione, non lontano dalla sponda. Giacevano vicini l’uno all’altro.

Subito è scattato l’allarme, intorno alle 14: prima ai carabinieri, che hanno subito attivato i vigili del fuoco del comando provinciale di Rovigo e contemporaneamente il Suem. In men che non si dica attorno all’anello d’acqua sono giunte varie gazzelle dei carabinieri, con il comandante della compagnia di Castelmassa Valerio Scatoletti, le squadre dei vigili del fuoco, con i sommozzatori, mentre verso il cielo si sollevavano gli elicotteri da Venezia e da Bologna per un sorvolo dell’area. A bordo dell’elicottero il personale del nucleo sommozzatori di Bologna per effettuare ulteriori ricerche nello specchio d'acqua.

L’equipaggio dei pompieri si è subito preparato per calarsi nel laghetto che in alcuni punti è profondo anche due o tre metri. L’acqua gelata. Non è stato difficile recuperare i corpi privi di vita della donna e del bambino.

Lei, C. Y, 39 anni, nati in Cina nel dicembre del 1987, e residente a Castelguglielmo, e il suo bambino, C. W. L, un anno e 3 mesi, nato a Rovigo e anche lui residente a Castelguglielmo. Lei disoccupata, viveva con i genitori a Castelguglielmo.

I medici del Suem hanno praticato le manovre di rianimazione, ma purtroppo il medico legale ha dovuto constatare ben presto la morte di mamma e figlio.

Anche per i carabinieri non è stato facile ricostruire l’identità delle due persone morte, dal momento che erano prive di documenti con sé.

Le indagini si sono aperte a tutte le ipotesi, ma la procura di Rovigo indaga per omicidio, per aprire l'inchiesta a tutti gli accertamenti necessari, a cominciare dall'autopsia sui due corpi, per stabilire cause e data esatta del decesso.

Mentre i sommozzatori nel laghetto hanno cercato ancora per escludere la presenza di altri corpi in acqua, la scientifica dei carabinieri ha effettuato tutti i rilievi attorno all’area posta sotto sequestro e al passeggino, alla ricerca di indizi. Quel che attualmente emerge è che la donna non presentava segni di violenza sul corpo e nemmeno il bambino. Dunque l’ipotesi più probabile è che si tratti di un omicidio suicidio, anche se nessuna circostanza, come detto, è esclusa.

Sul posto, a coordinare le indagini, è giunto il sostituto procuratore di turno, Claudio Neri. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire tutta la vicenda. A partire dalla testimonianza della persona che per prima li ha visti e che ha dato l'allarme, ascoltata subito dai militari.

Accanto al luogo della tragedia, in via Stradazza, a poche centinaia di metri dal bacino di laminazione, vive un nucleo familiare di origini cinesi, ma non è ancora chiaro se la donna provenisse proprio da lì e che la sua passeggiata si sia tramutata in un dramma enorme.

“Siamo profondamente addolorati - dichiara il sindaco di Castelguglielmo Giorgio Grassia - E’ una tragedia che lascia il segno nella comunità sopratutto perché si rimane senza parole quando a rimanere vittime sono bambini così piccoli. Purtroppo sappiamo poco di questo nucleo familiare, anche perché come spesso avviene, si tratta di una comunità che vive in estrema riservatezza. Il sindaco e la comunità si stringono attorno al dolore della famiglia per questa perdita”. Nelle prossime ore si saprà sicuramente di più sulla dinamica della morte di mamma e bimbo e sulla loro identità.

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