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Psicologo territoriale, ecco la svolta

Prevenzione diffusa e risparmi record nella riforma della salute mentale

Psicologo territoriale, ecco la svolta

La salute mentale entra al centro dell’agenda sanitaria regionale con una proposta che punta a ridefinire l’assistenza sul territorio. Il presidente del Veneto, Alberto Stefani, ha presentato un disegno di legge che introduce in modo strutturale la figura dello psicologo territoriale, con l’obiettivo di garantire un accesso più rapido e capillare al supporto psicologico prima che il disagio si trasformi in emergenza.

L’iniziativa, depositata in Consiglio regionale a Venezia, viene descritta come una scelta di responsabilità istituzionale. Alla base c’è un dato ormai consolidato: la domanda di assistenza psicologica è cresciuta in modo significativo negli ultimi anni, spinta da dinamiche profonde come l’invecchiamento della popolazione, la diffusione delle patologie croniche e le difficoltà economiche, oltre agli effetti persistenti della pandemia.

La riforma si muove lungo una direttrice precisa: avvicinare i servizi ai cittadini e intercettare precocemente il disagio. In questo quadro, lo psicologo territoriale diventa il primo punto di contatto, una presenza diffusa capace di individuare i segnali iniziali e intervenire prima che si aggravino. Un cambiamento che punta a superare l’attuale squilibrio tra domanda e accesso alle cure specialistiche.

I dati evidenziano infatti una criticità strutturale: circa un paziente su quattro tra quelli che si rivolgono al medico di base presenta disturbi psicologici rilevanti, ma solo una quota ridotta intraprende percorsi dedicati. Una lacuna che si traduce in un aumento degli accessi impropri al pronto soccorso e in un utilizzo poco efficiente delle risorse sanitarie.

La proposta prevede l’inserimento stabile dello psicologo nella medicina territoriale, con un’organizzazione affidata alle Aziende Ulss su base distrettuale. Il servizio troverà spazio anche nelle Case di Comunità e opererà in stretta integrazione con medici di medicina generale, pediatri e specialisti, secondo un modello di presa in carico progressiva calibrata sui bisogni del paziente.

Accanto all’impatto sanitario emerge anche quello economico. Le stime indicano che l’integrazione della psicologia nei servizi territoriali potrebbe ridurre la spesa complessiva fino al 47%, grazie alla diminuzione degli accessi in emergenza, al minor ricorso ai farmaci e alla prevenzione delle forme più gravi di disagio.

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