VOCE
adria
28.03.2026 - 05:00
Si chiude il percorso della seconda variante al Piano degli Interventi di Adria, almeno per quanto riguarda la parte più immediata e operativa. Nel consiglio comunale di martedì scorso è stata infatti approvata la variante parziale numero 2A, completando l’iter già avviato e discusso nei mesi scorsi.
A illustrare il provvedimento è stato ancora una volta l’assessore all’Urbanistica Giorgio Crepaldi, che ha chiarito fin da subito la natura della delibera: “Non si tratta di una nuova variante, ma del completamento di quella che abbiamo già votato a ottobre”. Un passaggio tecnico ma decisivo, che arriva dopo la fase di pubblicazione prevista dalla normativa, durante la quale cittadini e portatori di interesse avrebbero potuto presentare osservazioni. “Osservazioni che non sono arrivate - ha sottolineato Crepaldi - segno che quanto approvato non ha sollevato particolari criticità”.
La variante 2A rappresenta infatti una delle due parti in cui era stata suddivisa la seconda variante complessiva al Piano degli Interventi, approvata lo scorso autunno. Come emerso nel dibattito consiliare di ottobre, l’amministrazione aveva scelto di dividere il provvedimento in due tronconi, distinguendo tra interventi attuabili e altri soggetti a iter più complessi. La parte 2B, che comprende operazioni più rilevanti dal punto di vista ambientale, è tuttora all’esame degli uffici regionali perché necessita della Valutazione ambientale strategica (Vas) e dell’ulteriore verifica di incidenza ambientale, con tempi inevitabilmente più lunghi. Diversa la situazione della 2A, che riguarda interventi localizzati in ambiti già urbanizzati della città, tra cui la zona della Coop e l’area retrostante la chiesa della Tomba. Proprio per questo non è stato necessario il passaggio regionale, consentendo all’amministrazione di procedere più rapidamente. “Abbiamo scelto di separare le due parti - ha ricordato Crepaldi - per dare risposte più celeri e concrete ai cittadini. Oggi ne vediamo i risultati”. Il via libera definitivo consente ora ai soggetti interessati di passare alla fase operativa.
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