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ITALIA

Slitta al 1° luglio la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra-Ue

Il governo ha deciso di posticipare l’entrata in vigore

Slitta al 1° luglio la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi extra-Ue

Il governo ha deciso di posticipare l’entrata in vigore della tassa da 2 euro sui piccoli pacchi provenienti da Paesi extra-Ue, prevista dalla manovra 2026, fissandola ora al 1° luglio. Nei giorni scorsi, il ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti, aveva annunciato l’intenzione di rinviare la misura tramite un provvedimento legislativo, individuando il veicolo normativo nel decreto fiscale. Dopo la battuta d’arresto al referendum, l’esecutivo Meloni tenta così di ripartire con una misura attesa da imprese e operatori economici.

Secondo la bozza del decreto, approvata venerdì 27 marzo dal Consiglio dei ministri, “ferma restando l’attività di adeguamento dei sistemi informativi da parte dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli, il contributo non si applica alle spedizioni di beni importati anteriormente al 1° luglio 2026”. Nelle scorse settimane, l’esecutivo aveva spiegato che il rinvio era necessario per approfondire gli effetti applicativi e poter conseguire gli obiettivi di finanza pubblica previsti dalla manovra.

Introdotta con l’ultima legge di bilancio, l’imposta prevede il pagamento di un contributo fisso di 2 euro su ogni spedizione e-commerce di valore dichiarato fino a 150 euro proveniente da Paesi extra-Ue. Inizialmente si era ipotizzata anche la possibilità di inserire la sospensione temporanea della tassa nel decreto Milleproroghe, ma alla fine il rinvio è stato formalizzato con il decreto fiscale.

La misura consente così alle imprese di avere più tempo per adeguarsi e limita l’impatto immediato sui consumatori e sul commercio elettronico.

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