VOCE
Via Muratori
28.03.2026 - 07:00
Un fazzoletto di prato che era “terra di nessuno” e per un po’ di tempo è stato un piccolo parco giochi tra i condomini. Ma dall’oggi al domani è stato smantellato e precluso ai cittadini, con tanto di nastro rosso e bianco a vietarne l’accesso. E così è scattata la protesta tra le famiglie residenti. Il parchetto è situato nel tratto di via Muratori che collega viale Alfieri con via De Gasperi, nel cuore della Commenda: un piccolo terreno di pochi metri quadrati che separa un condominio da alcune casette a schiera colorate che i residenti hanno eletto a parco giochi, a spese proprie s’intende. Sono state proprio le famiglie che vivono lì intorno, durante l’emergenza Covid, a provvedere a tagliare l’erba e a tenerlo in ordine affinché i bambini potessero utilizzarlo come spazio ricreativo e di ritrovo. Con la pulizia del prato sono arrivati anche i giochi, come racconta qualcuno: “Abbiamo messo un tavolino, uno scivolo e altri giochi, tipo mini parchetto. Lo abbiamo mantenuto sempre pulito e abbiamo piantato qualche albero da frutto. Poi, per una serie di vicissitudini, abbiamo dovuto togliere i giochi e il parco è stato recintato. Noi qui siamo in tante famiglie con anche bambini piccoli, ma ci sono anche tanti anziani a cui dispiace che il parchetto sia stato chiuso”.
Secondo il residente, la proprietà del terreno è dell’Ater. E proprio con Ater le famiglie hanno avuto dei contatti: “Da Ater ci hanno detto che il terreno è in vendita al Comune. Speravamo che il Comune ne facesse un parco, noi ci aspettavamo questo. Invece ci siamo trovati il recinto e il lucchetto”. Un altro cittadino della zona non nasconde lo sgomento: “Ho scoperto con grande stupore che l’Ater sta alienando il pezzo di terra dove giocavano i bambini, recintandolo in maniera totale. La mia domanda è: chi farà poi la manutenzione, dato che la facevano solo i residenti delle casette a schiera per i bimbi che lo frequentavano?”. La risposta arriva dal presidente di Ater Guglielmo Ferrarese: “Purtroppo, in via Muratori non era presente alcuna autorizzazione comunale, di conseguenza la responsabilità ricadeva su Ater. Per questo motivo l’area è stata momentaneamente recintata, in attesa del trasferimento al Comune”. Insomma, dura lex sed lex.
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