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Dopo 59 anni, il ponte sul Po di Brondolo si alza

Su di quasi due metri e mezzo. Finalmente accolte le richieste degli addetti alla navigazione

Dopo 59 anni, il ponte sul Po di Brondolo si alza

Il ponte ferroviario sul Po di Brondolo, tra Loreo e Rosolina, si alza dopo 59 anni. Dopo quasi sei decenni di attese, studi e richieste da parte del settore della navigazione interna, è arrivato un momento considerato storico dagli operatori: l’avvio della procedura di “alzamento” del ponte ferroviario sul Po di Brondolo tra i comuni di Loreo e Rosolina.

L’infrastruttura, che per anni ha rappresentato un limite per il traffico fluviale, è stata portata da un’altezza di 4 metri e 75 centimetri sul livello del mare fino a 7 metri e 15 in questa fase di preparazione al progetto finale.

Nella giornata di sabato scorso il ponte è stato sollevato per la prima volta a questa quota dopo 59 anni. Un passaggio simbolico e tecnico allo stesso tempo, che segna l’inizio di una nuova fase dei lavori. Nei prossimi giorni verranno installati particolari giunti strutturali; successivamente il ponte sarà riabbassato per completare le operazioni previste dal cronoprogramma.

L’altezza raggiunta verrà poi mantenuta per un periodo di prova di circa due mesi, mentre il collaudo definitivo dell’opera è previsto per settembre.

Tra gli operatori del settore c’è grande soddisfazione per un risultato atteso da tempo.

In particolare, Rudy Toninato del gruppo Delta Tour Navigazione Turistica & Crociere Fluviali ha sottolineato il valore del lavoro svolto negli anni da associazioni e tecnici che hanno sostenuto il progetto. “Grazie al presidente della Regione Alberto Stefani e all'assessore regionale Diego Ruzza che, capendo la fondamentale importanza delle vie d'acqua interne del Veneto, stanno seguendo il completamento dell'opera. Grazie a tutte le battaglie dell’Unione Navigazione Interna Italiana, oggi il tanto aspettato ponte si è finalmente alzato”, ha dichiarato.

Toninato ha poi aggiunto parole che riflettono l’emozione di chi lavora quotidianamente lungo il fiume: “La data del 28 marzo 2026 è una data che porteremo tutti nel cuore, noi che da sempre siamo stati costretti a uscire in mare a causa di quel ponte bassissimo”.

Gli operatori hanno voluto esprimere anche diversi ringraziamenti a chi, nel corso degli anni, ha contribuito a portare avanti l’opera. Un riconoscimento, oltre al presidente Stefani e all'assessore regionale Ruzza, a Infrastrutture Venete Srl e una menzione particolare all’ingegner Francesco Veronese, che ha seguito il progetto con costanza senza mai abbandonarlo e all’ex assessore ai lavori pubblici Elisa De Berti, che ha reso possibile il finanziamento dell’intervento.

Citati anche l’ingegner Fasiol, che ha seguito il progetto in una prima fase, e l’ingegner Grosso, per aver perseverato nel percorso tecnico e amministrativo necessario alla realizzazione del progetto.

Un pensiero particolare è stato dedicato infine agli operai che hanno reso concreta un’opera ritenuta fondamentale per lo sviluppo della navigazione interna. Non è mancato inoltre un ringraziamento ad Asso Nautica Acque Interne Veneto-Emilia per la perseveranza dimostrata nel sostenere questa iniziativa.

Il sollevamento del ponte rappresenta quindi non solo un intervento infrastrutturale, ma anche un segnale di rilancio per il sistema della navigazione fluviale, che da tempo chiedeva condizioni più favorevoli per il passaggio delle imbarcazioni lungo il fiume. Se le prove e il collaudo confermeranno i risultati attesi, l’opera potrà segnare una svolta concreta per tutto il comparto.

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