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l’incontro

“I Cervi, uomini coraggiosi”

Gli alunni del comprensivo hanno incontrato il discendente dei sette fratelli uccisi dai nazifascisti

“I Cervi, uomini coraggiosi”

Gli alunni del comprensivo hanno incontrato il discendente dei sette fratelli uccisi dai nazifascisti

La storia e la memoria per non dimenticare. Gli alunni delle classi terze della secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo di Occhiobello, in collaborazione con l’Anpi provinciale, hanno incontrato Adelmo Cervi, figlio di Aldo, uno dei sette fratelli uccisi dai fascisti all’alba della guerra di Liberazione dal nazifascismo.

“Adelmo - così ha voluto che lo chiamassimo - ha raccontato come la sua vita e le relative scelte siano state influenzate da un’eredità forte e impegnativa. Quella di essere figlio e nipote di uomini coraggiosi, nutriti di autentici e radicati ideali, derivati direttamente dalla tradizione contadina padana cui appartenevano, da una solida morale cattolica e dalla consapevolezza che chi si batte per difendere i valori di giustizia, di uguaglianza e di solidarietà è sempre dalla parte giusta della storia”.

Questa causa Adelmo Cervi l’ha introiettata al punto da portare, ovunque possibile, il suo messaggio di pace, in particolare rivolto alle giovani generazioni. “Gli studenti - spiega la nota dell’istituto comprensivo - hanno posto numerose domande a cui Cervi ha risposto con entusiasmo e partecipazione. In ricordo di questo incontro tra generazioni diverse, abbiamo donato all’ospite un disegno eseguito dai ragazzi delle classi terze, rappresentante i valori della nostra Resistenza rimasti attuali e i diritti calpestati dai nuovi scenari di guerra”.

“Ragazzi attenti, interessati e molto partecipativi - ha raccontato Adelmo Cervi al termine dell’incontro - Sono stati preparati molto bene dai loro insegnanti e, a 82 anni, devo dire che è sempre un grande piacere confrontarmi con i giovani. Non sempre e non tutti conoscono la storia dei sette fratelli Cervi, il mio impegno è quello di raccontarla il più possibile e mi auguro che le giovani generazioni, in futuro, potranno fare altrettanto. Perché quanto successo in quegli anni, in qualsiasi forma non possa ripetersi mai più”.

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