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bergantino
29.03.2026 - 15:44
Poco più di 2300 abitanti, Bergantino è il penultimo comune della provincia di Rovigo prima della Lombardia e, come tutte le aree di prossimità, soffre problematiche e contraddizioni, tipiche di un territorio meticcio, nel cui dialetto stesso cogli più sfumature di altre regioni rispetto alla classica intonazione veneta.
Il sindaco Adriano Stefanoni, al primo mandato, ma con una grande esperienza politica alle spalle, guida una giunta giovane, capeggiata dal primo cittadino uscente Lara Chiccoli, che ha voluto una presenza rassicurante al vertice del Comune. Perché tante (e forse troppe) sono le questioni da affrontare per la municipalità bergantinese, che - come lo stesso Stefanoni ricorda - ha aderito alla Conferenza dei sindaci del Polesine Superiore (comprendente anche Salara, Ceneselli, Calto, Castelmassa, Castelnovo Bariano e Melara), costituitasi all’inizio dello scorso mese di febbraio e riprendendo una tradizione storica, risalente addirittura alla fine del Settecento. Quando dici Bergantino, però, intendi anche “Museo della giostra”, allestito nel settecentesco palazzo Strozzi, inaugurato lo scorso ottobre e grazie al quale - ammette lo stesso primo cittadino - si vuole costruire il progetto di un consorzio nazionale dei produttori, di cui gli Stati generali dello spettacolo viaggiante, tenutisi proprio a Bergantino meno di due settimane prima, hanno costituito un primo importante momento.
Ma se queste sono le “rose” di Bergantino, le spine si chiamano discarica e sanità. Nel primo caso, l’enorme impianto di conferimento rifiuti, all’immediato confine con la provincia di Verona (il territorio comunale di Legnago comincia proprio dove termina l’area della struttura) sembra destinato ad un ulteriore ampliamento, esasperando questioni, che riguardano l’impatto - già difficile - di una realtà di questo tipo nel territorio. Ammettendo l’ineluttabilità del destino di quest’area del Veneto, che la miopia politica ha sempre e solo classificato come “depressa”, senza considerare la valenza strategica di “cuscinetto” tra il resto del territorio regionale ed il “cuore” della produzione economica del Paese-Italia, ovvero le vicinissime Lombardia ed Emilia, il sindaco Stefanoni chiede un tavolo di confronto (già negato dalla provincia di Verona) e si appella alla sensibilità istituzionale tanto più alla luce di due richieste, giunte recentemente al comune, di dislocazione di impianti a biogas.
In altre parole, non si può trasformare quest’area del Veneto e del Nord-Italia in un luogo ideale per l’accumulo dei rifiuti. E, a proposito di questioni spinose per il territorio, il primo cittadino bergantinese non manca di ricordare la sanità, con particolare riferimento alle prospettive poco incoraggianti, che riguardano il futuro del “San Luca” di Trecenta (ospedale di riferimento), considerando cheil “ Salutis” di Legnago, rientrante però nell’Ulss 9 scaligera, dista ad un quarto d’ora d’auto, quindi - di fatto - più veloce da raggiungere, ideale per accorciare i tempi in caso di ricoveri. Questione, che Adriano Stefanoni si ripropone di affrontare con il nuovo direttore dell’Ulss 5 Polesana, Mauro Filippi, quando sarà in visita a Bergantino il prossimo 16 aprile. Filippi, proveniente dall’Ulss 4 Veneto Orientale, è stato prescelto per rafforzare la medicina territoriale e l'innovazione tecnologica nella sanità polesana.
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