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Medici stranieri, reclutamento stoppato

A seguito di una sentenza del Tar

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medici in corsia

Si riaccende il confronto sulla procedura avviata in Veneto per il reclutamento temporaneo di medici stranieri destinati ai reparti di emergenza-urgenza e ai Pronto soccorso. A due mesi dall’avvio dell’iniziativa da parte di Azienda Zero, la misura è stata sospesa in via cautelare dal Tar del Veneto, mentre sul piano nazionale si registra un precedente giudiziario destinato a incidere sul dibattito.

Il Tar della Lombardia è infatti entrato nel merito di un provvedimento analogo, accogliendo il ricorso promosso dalla Fnomceo e dichiarando illegittimo il riconoscimento esclusivamente formale dei titoli conseguiti all’estero, senza una verifica sostanziale delle competenze professionali. La decisione è divenuta definitiva dopo la scadenza dei termini per l’eventuale appello.

Alla luce di questo quadro, i sette Ordini provinciali dei medici del Veneto, insieme alla stessa Federazione nazionale, hanno chiesto alla Regione la convocazione di un tavolo di confronto per rivedere la procedura. L’obiettivo è quello di ridefinire i criteri di inserimento dei professionisti stranieri, i cui titoli non risultano ancora riconosciuti dal Ministero della Salute.

La misura, come più volte ribadito dalla Regione e da Azienda Zero, è stata concepita come intervento emergenziale per far fronte alla carenza di personale sanitario e prevede una durata fino al 31 dicembre 2027. Tuttavia, gli Ordini ritengono che tale motivazione non sia sufficiente a superare le criticità evidenziate sul piano normativo e professionale.

Nel dettaglio, l’avviso pubblico prevede che una commissione esaminatrice, composta da direttori di Pronto soccorso e rappresentanti delle Università di Padova e Verona, valuti i titoli presentati dai candidati stranieri, anche attraverso una comparazione con il percorso formativo italiano. Un sistema di verifica che, secondo gli organismi di categoria, non garantirebbe un accertamento completo delle competenze.

Il contenzioso relativo al Veneto entrerà nel vivo il prossimo 22 aprile, quando il Tar sarà chiamato a esprimersi nel merito. Nel frattempo, gli Ordini professionali hanno ribadito la disponibilità a un confronto con la Regione per individuare soluzioni condivise.

Parallelamente, Azienda Zero ha comunicato alle strutture sanitarie l’introduzione, a partire da aprile, dell’obbligo di autenticazione a più fattori per l’accesso ai sistemi informatici, tra cui la prescrizione elettronica e il Fascicolo sanitario digitale, misura prevista da una normativa interministeriale.

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