Cerca

chiesa

"Non basta la terapia, serve ascolto"

Oggi pomeriggio, in ospedale, la riflessione pasquale e gli auguri con il Vescovo Pavanello

"Non basta la terapia, serve ascolto"

Non bastano una diagnosi e una terapia; perché la cura sia umana c'è bisogno di disponibilità ad ascoltare il lamento del sofferente. Anche solo un minuto è fondamentale”. Queste le parole del vescovo della diocesi di Adria Rovigo, Pierantonio Pavanello, al momento di riflessione pasquale ospitato questo pomeriggio nella hall dell'ospedale cittadino.

Ad aprire la settimana santa è il grido sconcertante di Cristo sulla croce, umanamente sofferente come chi, giornalmente, transita tra i corridoi della sanità. Un grido concreto che mette in discussione, che interpella, come il ruolo stesso di chi è chiamato a prendersi cura della società. “Non possiamo sentirci estranei al cammino di Gesù nei giorni della sua passione, in particolare per voi che fate i conti con sofferenza e morte, cercando di alleviare il dolore” ha esordito Pavanello, aprendo il pomeriggio davanti al parterre di diversi medici dell'azienda, assieme al loro neo eletto direttore generale, Mauro Filippi, al presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Rovigo, Francesco Noce, a Claudia Pietropoli, presidente provinciale di Federfarma, all'assessore comunale Dominga Milan e agli esponenti delle forze dell'Ordine.

Dopo la lettura della Passione, nella versione del Vangelo di Matteo, il vescovo ha proseguito: “Oggi vorrei fermarmi su un particolare, sconvolgente: il grido 'Dio mio perché mi hai abbandonato'.” A prima vista può sembrare un lamento di un uomo disperato, sembra quasi qualcosa di blasfemo in bocca al Figlio di Dio, quasi che abbia sentito lontano il Padre, perso la Fede. In realtà dietro queste parole vi è una realtà più complessa e ricca. La citazione di Cristo si rifà al salmo 22, una preghiera che conosceva bene e che racconta il movimento che si snoda dal lamento dell'orante per le sofferenze subite, al sollievo che, pur nella difficoltà, sente grazie a Dio che non lascia soli. Un'espressione libera dello “stare”, insomma, un atteggiamento, secondo Pavanello, “che non contraddice la fede, anzi, la rende più vera perché più profondamente umana. Il malato ha bisogno di esprimere sia il proprio lamento fisico che quello per il disagio morale e spirituale; ha bisogno di qualcuno che lo raccolga e ascolti.”

Non un atto tecnico, ma piuttosto una vicinanza che sappia vedere un' “anatomia della speranza, ogni uomo può essere aiutato a trovare questa speranza nel ricordo del bene ricevuto e donato. Una riscoperta che sa di passaggio, di Pasqua, appunto, anche per Filippi: “Che questo tempo aiuti a riscoprire il valore del rapporto alla persona, al paziente, cittadino, collega sul posto di lavoro, sostenendo l'altro indipendentemente da chi sia”. Di cambiamenti e passaggi ha parlato anche Carla Destro, neo eletto direttore sanitario dell'Ulss di Padova che dal 1 aprile entrerà in servizio: “Sono stati 5 anni emozionanti. Vi sono grata”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400