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IL CASO

Tatuaggio sulla caviglia: esclusa

Uniforme e regole sotto accusa per possibile disparità

Tatuaggio sulla caviglia: esclusa

Una candidata di 25 anni è stata esclusa dal concorso per allievi marescialli della Guardia di Finanza a causa di un piccolo tatuaggio sulla caviglia. Il segno, raffigurante una palma e un’onda, è stato ritenuto incompatibile con i requisiti richiesti, in quanto non coperto dall’uniforme femminile prevista, composta da gonna e scarpe décolleté. La decisione è stata motivata come una presunta non idoneità psico-fisica.

La giovane, iscritta al 97° corso per l’anno accademico 2025/2026, ha impugnato il provvedimento davanti al Tar del Lazio, chiedendone l’annullamento. Al centro del ricorso non vi è soltanto l’esclusione, ma anche la norma del bando che vieta tatuaggi o modifiche permanenti dell’aspetto ritenuti lesivi del decoro dell’uniforme e della dignità del ruolo. La contestazione riguarda soprattutto l’applicazione della regola, che nel caso specifico produrrebbe effetti diversi a seconda del genere.

Secondo la difesa, infatti, lo stesso tatuaggio non avrebbe comportato conseguenze per un candidato uomo, risultando coperto dalla divisa maschile. Una differenza che, nel caso della candidata, diventa determinante proprio per via dell’uniforme che lascia scoperte le caviglie.

Nel ricorso viene richiamato il principio di discriminazione indiretta, secondo cui una norma apparentemente neutra può generare effetti diseguali nella pratica. Il Tar ha sospeso il procedimento in attesa di chiarimenti, ricordando che una questione analoga è già stata sottoposta alla Corte di giustizia dell’Unione europea. 

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