Cartelli con la scritta "carburante esaurito" sono comparsi negli ultimi giorni in diversi distributori della provincia di Verona, dalla città – in particolare in via Mameli – fino a Bussolengo, Villafranca, Lazise, San Giovanni Lupatoto, Legnago e Lugagnano di Sona. Una situazione che ha attirato l’attenzione degli automobilisti, generando timori legati a una possibile carenza di carburante.
In molti casi si tratta di impianti riconducibili a marchi della grande distribuzione, tra cui diverse stazioni Eni, ma il fenomeno non risulta circoscritto a un solo operatore. La diffusione dei cartelli è coincisa con un periodo segnato da tensioni internazionali e dall’attenzione sul traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il trasporto di petrolio, attraverso il quale transita una quota significativa della produzione mondiale.
Tuttavia, secondo quanto emerge, l’esaurimento temporaneo del carburante presso alcuni impianti locali non sarebbe riconducibile a una crisi strutturale delle forniture. Alla base del fenomeno vi sarebbe invece l’aumento della domanda registrato dopo il taglio delle accise sui carburanti, introdotto dal Governo con un decreto-legge del 19 marzo, pari a 24,4 centesimi al litro.
La riduzione dei prezzi avrebbe spinto numerosi automobilisti a rifornirsi presso i distributori considerati più convenienti, generando un afflusso superiore alla norma. In particolare, alcune pompe cosiddette “low cost” sono state prese d’assalto, determinando un rapido esaurimento delle scorte disponibili nei serbatoi interrati. I tempi tecnici necessari per il rifornimento da parte delle autobotti non hanno consentito di soddisfare immediatamente la domanda.
Il risultato è stato un temporaneo squilibrio tra richiesta e disponibilità, senza che vi sia una reale mancanza di prodotto nei depositi. Il carburante, infatti, risulta presente nella filiera di approvvigionamento, ma distribuito con tempistiche non compatibili con il picco di consumi registrato.
Sul fronte della distribuzione, si registra una prima forma di razionalizzazione da parte dei grandi depositi, che limitano le quantità consegnate ai singoli clienti per garantire una distribuzione più uniforme. Situazioni analoghe si osservano anche oltre confine, dove in alcuni Paesi europei sono già stati introdotti limiti ai rifornimenti per veicolo.
Secondo gli operatori del settore, al momento non si evidenziano criticità strutturali, ma resta monitorata l’evoluzione del contesto internazionale e l’andamento della domanda interna. Nei prossimi giorni sarà determinante anche la scadenza della misura sulle accise, prevista per l’8 aprile, che potrebbe incidere nuovamente sui prezzi alla pompa e sui comportamenti degli automobilisti.