VOCE
Castelnovo Bariano
31.03.2026 - 18:04
Il temuto provvedimento si è concretizzato. L’ufficio postale di Castelnovo Bariano ha abbassato le saracinesche per rimanere interdetto al pubblico alcuni mesi, interessato – alla pari di altre decine, analoghe strutture nel nostro Paese – dal progetto “Polis-Casa dei servizi di Cittadinanza Digitale” di Poste Italiane, promosso dal Governo, con l’obiettivo di rafforzare la presenza dei servizi pubblici nei piccoli Comuni e migliorare l’accesso alle prestazioni della Pubblica Amministrazione.
Il piano si inserisce in una strategia più ampia di modernizzazione degli uffici postali nei piccoli Comuni e mira a contrastare il divario digitale, favorendo una maggiore inclusione economica e sociale. Attraverso la riqualificazione degli spazi e l’introduzione di nuove dotazioni tecnologiche, gli uffici di Poste Italiane diventano punti di riferimento sempre più centrali per la vita quotidiana delle comunità locali. Fin qui, abbiamo citato testualmente le parole, che spiegano “Polis” nel sito istituzionale delle Poste.
Dal punto di vista pratico, ciò significa ulteriore depauperamento (pur temporaneo) di un territorio, storicamente alle prese con problematiche gravi, legate alla carenza di servizi, che si incrociano drammaticamente a questioni come desertificazione commerciale e spopolamento, relativo soprattutto alla cittadinanza autoctona. Come ha spiegato la giovane sindaca della piccola municipalità altopolesana, Monica Ferraccioli, al suo primo mandato, la situazione, che prevede soltanto la presenza di uno sportello Atm – Postamat, attivo 24 ore, crea non poche difficoltà logistiche soprattutto alle categorie più fragili e agli anziani.
Per cui - grazie all’assessore esterno alla Sanità del Comune, Paola Pirani - si è provveduto ad istituire un trasporto sociale dedicato (in collaborazione con la sezione Auser di Bergantino) che ogni giovedì, davanti alla sede comunale, con partenza di un mezzo alle 8.15, provvede a trasportare le persone, con problemi di mobilità e in difficoltà, perché - magari - avanti negli anni, all’ufficio postale di Melara che, con Bergantino, Ceneselli ed uno sportello, aperto due giorni alla settimana, nella vicina frazione di San Pietro Polesine, costituisce uno degli ultimi “presidi” a disposizione degli utenti in quest’area estrema della provincia polesana. Premesso – come ricordato – che non si tratta di una chiusura definitiva, la questione preoccupa sulla scorta delle scadenze previste per la conclusione dei lavori, a giudicare dai tempi, che sta richiedendo l’adeguamento del vicino ufficio postale di Castelmassa (struttura comunque molto più grande), dove sono state finora realizzare soltanto le colonnine di ricarica elettrica per autoveicoli, previste nel segno della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica, chiusa da tempo immemore e per la cui riapertura sono state annunciate e quindi posticipate già alcune date, suscitando forti perplessità negli amministratori locali.
Il rovescio della medaglia (o il dritto, a seconda dei punti di vista) è che la rinnovata struttura potrà offrire ambienti più funzionali, moderni e accessibili, consentendo ai cittadini di usufruire di numerose prestazioni, tra cui quelle già attive, come i certificati pensionistici Inps e i servizi Anpr (Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente), oltre - per esempio - al rilascio dei passaporti elettronici. Alla luce della fatidica espressione “disagi oggi per una situazione ideale domani”, la situazione si prospetta comunque delicata ed appesantisce ulteriormente la già non facile quotidianità di queste aree di confine del Polesine, costrette – in casi sempre più frequenti – a rivolgersi alle possibilità offerte della vicina provincia di Mantova, Sermide ed Ostiglia in primis.
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