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CONSIGLIO COMUNALE

“Occasione persa per il Polesine”

Tosini: “Ingiustificata e pericolosa posizione attendista”. Merlo: “Ambiguità indifendibile”

“Occasione persa per il Polesine”

“Un’occasione persa per dare una risposta corale a difesa del nostro territorio e per la tenuta economica delle nostre famiglie”. Sono parole di scoramento quelle usate dal capogruppo della lista Civica democratica inclusiva Palmiro Franco Tosini per commentare la discussione sulle trivellazioni andata in scena lunedì in consiglio comunale. L’indomani della seduta che si è conclusa con la bocciatura della mozione per il no alle trivelle dell’opposizione e l’approvazione con numeri risicatissimi della proposta della maggioranza, anche il consigliere del Forum dei cittadini Dina Merlo fa sentire la propria voce “di netta contrarietà”.

Tosini lancia i propri strali alla maggioranza: “Le forze di maggioranza presenti in consiglio, a differenza di tutte le forze politiche del Polesine che in modo trasversale hanno già detto ‘no’ categorico alle estrazioni, hanno assunto una ingiustificata quanto pericolosa posizione attendista. In buona sostanza la maggioranza in consiglio comunale, dopo aver respinto la mozione sostenuta da tutta l’opposizione e non solo, ha approvato, assenti in quel momento tre consiglieri di FdI, oltre a tutti i consiglieri di opposizione che avevano lasciato l’aula, una proposta che, pur riconoscendo che l’estrazione passata ha causato danni irreversibili, sposta l’accento sulla mitigazione e sul finanziamento, in pratica dicendo ‘sì’ alle trivellazioni”.

Merlo, invece, illustra i motivi del ‘no’ rimasti inascoltati: “Innanzitutto i rischi idrogeologici, che in un territorio strutturalmente fragile e soggetto a bradisismo, si aggiungono agli effetti dei cambiamenti climatici in atto che agiscono a favore di un innalzamento del livello del mare” con “gli effetti attribuibili all’abbassamento del livello del suolo” che determinano “immediatamente un aumento dei costi per la bonifica, che vengono sostenuti al 90% dagli agricoltori”. Inoltre, prosegue Merlo “il governo Meloni ha pensato bene di annullare i finanziamenti per la subsidenza diretti ai consorzi di bonifica, caricandoli direttamente in capo agli imprenditori agricoli” a cui si aggiunge “il rialzo del costo del carburante, utilizzato per fare funzionare gli impianti di bonifica”, quello “del gasolio per i mezzi agricoli” e quello “del 30% del costo dei concimi”. Il tutto a fronte di benefici “in termini quantitativi di prodotto” che “sono irrisori a fronte di costi di estrazione molto elevati” mentre “i danni al territorio e l’abbassamento del terreno restano permanenti, così come gli aumenti dei costi di sollevamento e di bonifica del territorio”.

Merlo conclude attaccando il sindaco Valeria Cittadin: “Si è materializzata questa posizione politica ambigua e indifendibile del sindaco - chiosa - che raduna intorno a sé esponenti degli stessi partiti che in tutto il resto del Polesine sono apertamente contro le trivellazioni”. Una ambiguità politica, secondo il consigliere “che suona più come un messaggio che bisogna lasciare liberi i manovratori (nazionali)”.

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