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Social vietati agli Under 14: la Regione ci prova

Ecco la proposta

Ecco come vedere se una persona è online su Instagram

Il Veneto si prepara a intervenire sul tema dell’accesso dei minori ai social network, ipotizzando anche un limite di età per l’utilizzo delle piattaforme digitali. L’iniziativa, allo studio della Regione, punta a tradursi in una proposta di legge nazionale, secondo quanto previsto dagli strumenti di iniziativa legislativa regionale.

A delineare il percorso è il presidente della Regione Alberto Stefani, che ha già affidato agli uffici l’incarico di approfondire la materia. Il confronto con le forze politiche e gli enti coinvolti dovrebbe portare alla definizione di un testo condiviso da sottoporre al Consiglio regionale e, successivamente, al Parlamento.

"Sì, possiamo sicuramente parlare di emergenza: un uso intensivo, precoce e non supervisionato dei social network, come quello a cui sono esposti i nostri adolescenti, sta creando problemi enormi", ha dichiarato Stefani, richiamando i dati relativi agli effetti collegati all’utilizzo delle piattaforme digitali, tra cui stati d’ansia e forme di dipendenza. "Dobbiamo assolutamente fermare questa situazione".

Il progetto si inserisce nel solco di un disegno di legge già presentato in precedenza a livello nazionale, che prevede il divieto di accesso ai social per gli under 14. "Sotto i 14 anni e prima delle scuole superiori perché a quell’età l’esposizione totale a immagini di violenza esplicita e senza filtro può pesantemente minare la psicologia degli adolescenti", ha spiegato il presidente, sottolineando anche i rischi legati a fenomeni come il cyberbullismo e i disturbi alimentari.

Tra le ipotesi allo studio vi è l’introduzione di sistemi di verifica dell’età attraverso strumenti di identità digitale, già adottati in altri Paesi. "Oggi non esiste un sistema di controllo e di verifica dell’età effettiva, cosa che si può ottenere soltanto con programmi di identità digitale", ha aggiunto Stefani, indicando anche la possibilità di sanzioni per le piattaforme inadempienti.

Accanto al percorso legislativo, la Regione sta valutando una serie di interventi sul piano educativo e sociale. Nei Centri per la famiglia saranno attivati corsi rivolti a genitori e figli per un utilizzo consapevole dei dispositivi digitali. "Oggi è un tema primario perché i ragazzi vivono all’interno di tali piattaforme virtuali", ha sottolineato.

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