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“Ci portano indietro di decenni”

“In Basso Polesine, a Rovigo, a Venezia e a Roma si sostengono cose diverse. Serve un no deciso”

“Ci portano indietro di decenni”

Prosegue la levata di scudi contro l’amministrazione di palazzo Nodari, dopo la bocciatura da parte della maggioranza, lunedì in consiglio comunale, della mozione Crivellari-Tosini contro l’ipotesi trivelle in Polesine alla quale ha fatto seguito, pochi minuti dopo, l’approvazione della mozione presentata dalla stessa maggioranza sostanzialmente più possibilista. A prendere una posizione di netta condanna del provvedimento, mercoledì, sono stati la deputata Pd Nadia Romeo insieme al capogruppo dem a palazzo Nodari Diego Crivellari. Molto critico anche il presidente del gruppo Bachelet e consigliere comunale in quota Civica per Rovigo Andrea Borgato.

“Non ci si può dichiarare assolutamente contrari alle trivelle quando si è in Basso Polesine, non del tutto contrari a Rovigo, moderatamente contrari a Venezia, sostanzialmente a favore a Roma. Così si prendono solamente in giro i cittadini e il territorio - affermano Romeo e Crivellari - o si difende il territorio in maniera convinta e univoca o si ha il coraggio di dire come la si pensa veramente. Ciò di cui ha bisogno il Polesine è una contrarietà al ritorno delle estrazioni di gas naturale. Senza ‘se’, senza cavilli, senza giri di parole, senza mille distinguo. Il motivo è semplice: il Polesine ha già dato, è già stato devastato dalla subsidenza e patisce le sue conseguenze, che sono permanenti”.

Dal canto suo, Borgato parifica la bocciatura al “no trivelle” alla bocciatura della proposta di costituzione di una commissione speciale per fare luce sulle vicende dell’Iras dal 2004 ad oggi. “La prima bocciatura - spiega Borgato - conferma che il Comune di Rovigo si pone, in antitesi con la gran parte delle altre amministrazione polesane, disponibile ad accogliere, dietro indicazioni tecniche favorevoli, nuove concessioni per trivellazioni del suolo. Una posizione che se da un lato ‘salva’ il sindaco Valeria Cittadin, dall’altra conferma una linea politica sostanzialmente asservita alle richieste che provengono dall’esterno che spingono per fare del Polesine un’area di ricovero di quanto rigettato altrove. La tesi sostenuta che con le negazioni si farà del Polesine una terra desertificata serve solo a nascondere questa disponibilità ormai conclamata ad essere supini alle spinte industriali nascoste sotto la maschera che ‘siano i tecnici’ a parlare. Una rinuncia, a nostro avviso, ad amministrare e a fare politica solo apparente. In realtà è chiara scelta a favorire una politica industriale che riporta il Polesine indietro di decenni”.

Quanto alla bocciatura della commissione speciale sulla gestione Iras “le motivazioni sono a dir poco insostenibili - prosegue - perché c’è un’altra commissione al lavoro? E allora! Il consiglio non è mica limitato in termini di numeri e, se si temeva un sovraccarico di lavoro per gli uffici, un suo avvio al termine di quella sulle piscine era una soluzione assolutamente percorribile. Dichiarare che è una questione chiusa e superata è un volere mistificare la realtà e non volere rendere pubblico come si è arrivati ad un indebitamento incredibile dell’ente, delegando ad un commissariamento ultra decennale il compito di rimettere i bilanci in pareggio, depennando le responsabilità di chi ha concorso a generare una tale situazione gravissima: i consigli di amministrazione che si sono avvicendati, la Regione, il Comune”.

E se per Borgato la bocciatura alla commissione su Iras è “un grave errore e una dichiarata volontà di non mettere in trasparenza un tema sensibile che ha attraversato in lungo e in largo la politica rodigina”, per Romeo e Crivellari, tornando alle trivelle, “esistono occasioni e momenti nei quali è doveroso lasciare da parte il politichese, cessare di tenere il piede in due staffe, smettere di dire a Rovigo una cosa, a Venezia un’altra e a Roma un’altra ancora. E questa è una di quelle occasioni: serve chiarezza. Serve un ‘no’ deciso”.

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