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Gite scolastiche

Metà degli studenti dice no

Costi alle stelle

Metà degli studenti dice no

Nel 2026 le gite scolastiche smettono di essere un’esperienza condivisa e diventano un privilegio sempre più selettivo. Quasi uno studente su due resta a casa: secondo i dati dell’Osservatorio di Skuola.net, il 44% degli alunni di scuole medie e superiori non prenderà parte ai viaggi d’istruzione, schiacciato da spese ormai fuori portata per molte famiglie.

L’indagine, condotta su un campione di 1.500 studenti, restituisce l’immagine di un sistema in difficoltà. A pesare non è soltanto il rincaro generalizzato dei viaggi, ma anche la crescente indisponibilità dei docenti ad accompagnare le classi. Le responsabilità legate alla vigilanza, l’età media sempre più alta del corpo insegnante e le pressioni delle famiglie contribuiscono a ridurre le partenze, mentre i problemi disciplinari spingono diversi istituti a cancellare le uscite già programmate.

Accanto alle difficoltà economiche e organizzative emerge un dato meno prevedibile: una parte degli studenti sceglie di non partire. Tra chi resta, il 38% lo fa per motivi legati ai costi o alla burocrazia, ma un ulteriore 6% rinuncia volontariamente. In questo gruppo, oltre la metà evita la gita per non condividere giorni interi con i compagni di classe, trasformando quella che un tempo era un’esperienza attesa in una situazione percepita come fonte di stress.

Nonostante il quadro critico, una maggioranza pari al 66% mantiene l’intenzione di partire. Una quota ha già viaggiato nei mesi passati, mentre un’altra si prepara a farlo entro la fine dell’anno scolastico. L’Italia resta la destinazione principale, scelta dal 60% degli studenti, con le città d’arte in testa alle preferenze: Firenze, Roma e Napoli guidano la classifica. Tuttavia cresce l’interesse per l’estero, che registra un aumento significativo in dodici mesi. Tra le mete europee spiccano Vienna, seguita da Berlino e Atene, destinazioni considerate più sostenibili per i bilanci scolastici.

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