VOCE
tribunale
01.04.2026 - 07:00
Non resta che l’ex caserma Silvestri. E’ come se, nel gioco dell’oca, o nel Monopoli, si tornasse al via. In questo caso ad una delle ipotesi iniziali per la realizzazione del nuovo tribunale di Rovigo. Saltata definitivamente, ma i segnali in questo senso giravano già da diverse settimane, l’ipotesi della ex questura di via Donatoni, in campo solo la strada che porta all’ex base militare di via Gattinara come sito per costruire il nuovo palazzo di giustizia di Rovigo.
In consiglio L’intervento dell’assessore all’urbanistica Andrea Bimbatti, al consiglio comunale di lunedì scorso, ha fatto chiarezza sullo stato dell’arte. E cioè che i tecnici del ministero di giustizia hanno definito non più idonea l’area della vecchia questura, dismessa da alcuni anni, per il nuovo tribunale. Insostenibili i costi di demolizione e costruzione per un’area che non ha più le caratteristiche richieste. E questo dopo che per anni il piano era stato definito fattibile proprio dal ministero, con tanto di previsione di tempi di realizzazione e con una spesa superiore ai 25 milioni di euro. Ora invece con un colpo quasi a sorpresa, dopo anni di iter definito “in linea con i tempi previsti”, l’ex questura sparisce dai radar, destinata ad un’alienazione da parte del demanio, per lasciare posto ad una riqualificazione dell’area dal punto di vista residenziale.
Il dialogo a tre Da giorni è aperta una interlocuzione tra Comune di Rovigo, Agenzia del demanio, e Ministero per valutare la possibilità di realizzare il tribunalone nell’area della ex caserma Silvestri. Un suo riutilizzo per Agenzia notarile, Agenzia delle entrate, Archivio di Stato pare tramontata, o quantomeno al palo e così si riapre la pista tribunale. Che avrebbe diversi punti di forza da far valere: il fatto che si trovi in centro, come avevano più volte chiesto ordini professionali e società civile nel suo complesso; ampi spazi per ospitare edifici e parcheggi; possibilità di recuperare un gigantesco vuoto urbano. Ma sono i tre attori in campo (Comune, Ministero, Demanio) che devono definire un percorso che comprenda iter amministrativo, progettuale e finanziario. Pare che fra le cause dello stop alla ex questura ci sia anche il mancato reperimento di altri fondi (legati al Pnrr) che sarebbero serviti per ridisegnare l’area di via Donatoni. E infatti il dossier Rovigo è all’interno di un piano per edilizia giudiziaria con un budget che però non è ancora stato attribuito ai vari progetti.
La storia Insomma è come se di colpo si fosse tirata una riga su un decennio di lavoro che aveva già incardinato punti fermi che evidentemente tali non erano. Di nuovo tribunale si parla da un decennio, ma è della primavera 2021 la relazione degli ispettori del ministero di giustizia inviata all’allora presidente del tribunale di Rovigo Angelo Risi. Un report che conteneva tre ipotesi, ma sempre con l’area di via Donatoni: ex questura e attuale sede di via Verdi; ex questura con massiccio intervento sulla cubatura; ex questura ed altri sede dislocate in centro. Si scelse l’ipotesi A, definita meno onerosa e con tempi di realizzazione fissati al 2026 (è evidente che non sia andata così).
Sempre nel 2021 la Conferenza permanente degli uffici giudiziari aveva stabilito che il nuovo tribunale sarebbe stato suddiviso in due location: in via Donatoni un edificio di 4 piani per ospitare tribunale civile, tribunale penale, Procura e polizia giudiziaria. In via Verdi, nell’attuale collocazione invece, dislocati gli uffici del giudice di pace, gli archivi, l’ordine degli avvocati e le attività formative. E nel 2023 sembrava tutto pronto per la Conferenza dei servizi che avrebbe dovuto dare il via all’operazione nuovo tribunale alla ex questura. Già nell’agosto del 2024 però i primi dubbi sulla possibile riqualificazione della ex caserma Silvestri, con il piano che non decollava (progetto, elaborato nel 2016, che prevedeva di riconvertire gli oltre 12mila metri quadrati coperti, e i 23mila di area scoperta adibita a verde, parcheggio nella nuova sede di Agenzia delle entrate, del Catasto, dell'Archivio notarile e dell'Archivio di Stato). Uno stop che, a quanto pare, stava andando in parallelo a quello per l’ex questura. Due strade sbarrate che ora potrebbero confluire in un unico progetto.
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