VOCE
Bollette
01.04.2026 - 20:00
La Camera approva il decreto bollette con 157 voti favorevoli e 93 contrari, aprendo il passaggio al Senato per la conversione in legge entro il 21 aprile. Il provvedimento mobilita circa 5 miliardi di euro con l’obiettivo di contenere il costo dell’energia per famiglie e imprese. Nel confronto politico emergono letture opposte: le opposizioni parlano di intervento insufficiente e tardivo, mentre la maggioranza difende la misura come risposta concreta alla pressione dei rincari.
Tra gli interventi principali figura un contributo straordinario di 115 euro destinato nel 2026 ai nuclei con Isee fino a 10mila euro, che si aggiunge ai sostegni già esistenti, portando il totale a 315 euro per le fasce più fragili. Il beneficio riguarda circa 2 milioni di cittadini e 640mila famiglie vulnerabili, già titolari del bonus elettrico. Estesi gli aiuti anche al teleriscaldamento, mentre per le famiglie con Isee fino a 25mila euro si prevede il ricorso a contributi volontari sostenuti dai fornitori.
Sul fronte energetico, il decreto introduce una scelta destinata a far discutere: viene posticipata al 2038 la chiusura delle centrali a carbone, inizialmente prevista entro il 2025, con l’eccezione degli impianti sardi. Parallelamente, si rafforzano le tutele contro il telemarketing aggressivo nel settore energia e gas, con il divieto di comunicazioni commerciali indesiderate e l’obbligo di numeri chiaramente identificabili per gli operatori.
Per le imprese, il pacchetto prevede interventi mirati alla riduzione dei costi energetici. Vengono rimodulati gli incentivi per alcune fonti rinnovabili e previsto l’utilizzo delle riserve di gas accumulate durante la crisi del 2022, da reimmettere sul mercato per calmierare i prezzi. Aumenta inoltre l’aliquota Irap per le aziende energetiche, fissata al 5,9% per il biennio 2026-2027. Contestualmente, si punta a favorire la stabilità dei prezzi attraverso contratti a lungo termine sulle rinnovabili e a incentivare la partecipazione alle comunità energetiche, mentre si sbloccano nuove richieste di connessione alla rete per impianti green.
Un ulteriore intervento riguarda il meccanismo europeo delle emissioni: i costi legati al sistema Ets e al trasporto vengono separati dal prezzo del gas destinato alla produzione elettrica e trasferiti nelle bollette. L’obiettivo è ridurre il costo dell’elettricità, oggi fortemente legato a quello del gas. La misura, prevista dal 2027, resta però subordinata al via libera dell’Unione europea, mentre parte dei proventi Ets sarà destinata anche al settore del trasporto merci.
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