Cerca

L’ordine

Gli avvocati in difesa del tribunale

No senza appello alla proposta di taglio dell’Anm: “Risultati significativi nella riduzione dell’arretrato”

Gli avvocati in difesa del tribunale

“Il Tribunale di Rovigo rappresenta un punto di riferimento per la comunità e ciò è essenziale non solo per la risoluzione delle dispute o per l’accesso ai servizi della giustizia, ma anche per la promozione di una cultura della legalità, mai come in questo momento storico, necessaria alla società civile”. E’ un no senza appello quello del consiglio dell’ordine degli avvocati di Rovigo, con una nota ufficiale, rivolge alla “pur risalente proposta dell’Anm relativa alla chiusura di 87 tribunali in Italia cosiddetti ‘minori’”.

Gli avvocati del foro di Rovigo, infatti, evidenziano come “è innegabile che il Tribunale di Rovigo costituisca un servizio essenziale per i cittadini; non è solo un luogo dove si amministrano giustizia e diritto; è un'istituzione che garantisce la tutela dei diritti della cittadinanza. La sua esistenza è fondamentale per il mantenimento della legalità, permettendo a chiunque di rivolgersi alla giustizia per risolvere controversie e far valere i propri diritti. Il tribunale di Rovigo in tutti gli attori che vi gravitano, nel civile e nel penale, ha promosso il raggiungimento degli obiettivi ministeriali, non solo conseguendoli, ma mantenendoli nel tempo, garantendo che la giustizia rimanga accessibile e tempestiva”.

Non solo, ma, aggiungono ancora gli avvocati, “il circondario del tribunale di Rovigo copre l’intera provincia nell’estensione dei suoi 50 comuni, oltre a 32 comuni limitrofi del territorio padovano, in conseguenza della soppressione delle sezioni distaccate e della riorganizzazione dei circondari giudiziari che ha unito parte della provincia di Padova al polo di Rovigo. Rappresenta quindi un insostituibile presidio di legalità per i cittadini e le cittadine che vi si rivolgono, dimostrando risultati significativi nella gestione delle cause e nella riduzione dell’arretrato”.

Infatti, si evidenzia, “nel 2024, ha eliminato tutte le cause ultratriennali iscritte fino al 2019 e il 97,3% di quelle iscritte fino al 2022, raggiungendo l'obiettivo di smaltimento dell’arretrato per il 2024 e il 2025. I dati ministeriali quanto ai tempi di definizione dei procedimenti, sono migliorati significativamente, evidenziando l’efficacia dell’operato del tribunale al 30 giugno 2025. Questi risultati non solo migliorano l’efficienza del sistema, ma rafforzano anche la fiducia dei cittadini nel sistema giustizia. Un tribunale efficiente contribuisce non solo a una maggiore fiducia nella giustizia, ma anche a una stabilità sociale ed economica dell’intero territorio, con ovvie ricadute economiche positive in punto agli investimenti da svolgersi”.

E così, rimarca ancora l’ordine, che torna a chiedere una nuova sede e, quanto meno, chiarezza sui progetti, “in questo contesto, maturato nonostante i cronici problemi di organico, nella magistratura e nel personale amministrativo, propri dell’intero distretto, gli avvocati, parte integrante della giurisdizione nell’assunzione e nell’esercizio della difesa, svolgono il loro ruolo insostituibile, quotidianamente, anche con l’ausilio di questo consiglio. Un compito mai facile quello dell’istituzione nel garantire il giusto contemperamento tra gli interessi degli iscritti, la crisi della professione forense e le criticità del territorio che innegabilmente esistono. Tra tutte, spicca l’assenza di un’edilizia giudiziaria che concentri e assegni spazi decorosi al nostro Tribunale in un auspicato progetto del quale, allo stato, non si hanno notizie ufficiali da tempo”.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400