VOCE
il caso
03.04.2026 - 20:00
Minacce. Esplicite. E offese. Deliranti. Questo il bilancio del raid notturno che ha visto persone al momento ignote apporre uno striscione contro Nadia Romeo, rodigina, deputata del Pd, con, appunto, chiare offese e minacce (“guardati le spalle” “Sei solo una povera comunista di m...a”) all'onorevole dem che rappresenta il Polesine a Roma. Un episodio che parrebbe da collegarsi alla vicenda che aveva visto Romeo, assieme ad altri deputati, inscenare, lo scorso 30 gennaio, una occupazione pacifica della sala stampa della Camera dei deputati, per ostacolare un’iniziativa sulla remigrazione di gruppi di estrema destra, che si dichiarano, secondo i contrari, “orgogliosamente neonazisti e neofascisti”. Manifestazione di dissenso che ha visto Romeo, come gli altri parlamentari di Avs e M5S, incassare cinque giorni di sospensione dai lavori parlamentari. Romeo poi ha spiegato le motivazioni della propria condotta, confermando che lo avrebbe rifatto. “A testa alta”.
Ora, questo gesto che pare replicare alle dichiarazioni di Romeo. Sullo striscione appeso di notte al cancello della sede rodigina della Cgil, campeggia anche il logo di Casapound Italia - Veneto. E non è la prima volta che questo gruppo (altre volte lo ha fatto Forza Nuova) esegue blitz di questo tipo alla sede Cgil, ma mai si era assistito a una escalation di violenza, minacce e offese di questo tipo. Le indagini, dopo la segnalazione degli stessi vertici del sindacato che alla mattina avevano scoperto il cartello, sono immediatamente state prese in mano dal personale della Digos.
“Ecco chi sono le persone che abbiamo tenuto fuori dalla Camera dei Deputati - ha commentato venerdì Nadia Romeo - Con una manifestazione di dissenso pacifica e non violenta, leggendo gli articoli della nostra Costituzione, dentro le istituzioni. Per questo sono stata punita, insieme ad altri colleghi, con cinque giorni di sospensione dai lavori parlamentari. E lo ribadisco: lo rifarei. Senza esitazioni. A testa alta. Di pacifico, invece, non c’è nulla nelle minacce e nelle offese comparse contro di me, accompagnate dal simbolo di CasaPound Italia. Non è solo un attacco personale: è odio, intimidazione, violenza verbale che colpisce anche intere comunità con parole razziste e inaccettabili - prosegue l'onorevole - Colpisce che si sia scelto di punire dei parlamentari per aver difeso la Costituzione, senza spendere una parola altrettanto netta sui metodi e sulle modalità di CasaPound Italia. Questo silenzio rischia di essere percepito come una copertura, come un via libera implicito a chi usa odio e minacce”.
E ancora: “Ricordiamoci chi sono e cosa rappresentano queste persone: ideologie che la nostra Repubblica, nata dalla Resistenza, ha già condannato. Non possiamo permettere che qualcuno si senta protetto mentre semina odio. Perché sappiamo dove porta tutto questo. E proprio per questo, oggi più che mai, non faremo un passo indietro”.
Le minacce alla Romeo hanno sollevato prese di posizione e la solidarietà portata alla deputata polesana da centrosinistra e centrodestra. “Le minacce alla deputata Nadia Romeo - dichiara Matteo Favero commissario Pd Rovigo - sono criminali, vili e pericolose. Solidarietà a Nadia e a tutta la nostra comunità democratica e alla Cgil. Ci auguriamo che i responsabili siano individuati e puniti. Questo fatto dimostra come le sanzioni a deputati che hanno difeso la Costituzione della Repubblica siano ingiuste”.
CasaPound, invece, ha rilanciato non dissociandosi ed anzi negando i fatti: “Apprendiamo dai giornali che Nadia Romeo, deputata Pd, sarebbe stata oggetto di minacce con un cartello appeso di fronte alla sede della Cgil, con tanto di adesivo maldestramente attaccato. Minacce di questo tipo e cartelli di dubbio gusto non rientrano nel nostro stile: rispediamo le accuse al mittente e diffidiamo dall’accostare il nostro movimento a quanto accaduto. Consigliamo anche di trovare altri mezzi per cercare un po’ di notorietà, senza fingersi vittime di inesistenti minacce da parte nostra dato che, fino ad oggi, ignoravamo persino l’esistenza della signora Romeo, visto il suo nullo peso politico”.
Secondo Mirko Dasini, responsabile provinciale di CasaPound Italia, quindi, la sua associazione non sarebbe responsabile delle minacce. Le indagini della polizia, ed eventuali video si sorveglianza, faranno chiarezza.
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