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I SINDACATI

Morte sul lavoro: “Dinamica vista troppe volte”

Anche le sigle sindacali intervengono sulla ennesime morte bianca

Morte sul lavoro: “Dinamica vista troppe volte”

ROVIGO - “Siamo di nuovo a piangere una morte sul lavoro nel nostro territorio e questo è inaccettabile”. I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil Pieralberto Colombo, Samuel Scavazzin e Gino Gregnanin, commentano con dolore l’ultimo dramma. “Purtroppo - aggiungono - la dinamica della tragedia accaduta nell’ex zuccherificio di Contarina rientra in una casistica vista troppe volte: una caduta dall’alto, da un ponteggio, per una ditta in subappalto. Questo dimostra che se le istituzioni e le imprese ci ascoltassero ci sarebbero meno morti sul lavoro. In questi pochi mesi segnati così tragicamente dalle morti sul lavoro abbiamo registrato l’impegno delle istituzioni e delle associazioni di categoria per una svolta verso la sicurezza, ma alle parole non sono ancora seguiti fatti concreti. Per fermare questa strage, dobbiamo sentirci tutti partecipi di un profondo cambiamento culturale che metta la sicurezza e la persona al centro del lavoro, puntando su prevenzione, responsabilità individuale e collettiva, controlli e procedure chiare”.

I tre segretari di Cgil, Cisl e Uil esprimono “innanzitutto vicinanza alla famiglia e ai compagni di lavoro”, poi tornano “a chiedere un patto sul territorio che garantisca misure urgenti per una maggiore sicurezza sul lavoro. Chiediamo che il Protocollo d’intesa sulla sicurezza sul lavoro sottoscritto in Comune a Rovigo venga esteso immediatamente a tutti i Comuni della provincia, e che si riunisca in tempi brevissimi il tavolo di coordinamento per la legalità, la sicurezza e la prevenzione degli incidenti nei luoghi di lavoro che, dopo l’incontro dello scorso novembre, a ridosso di un’altra morte sul lavoro, non è stato più convocato”. Poi, ancora, “maggiori controlli e una gestione più rigorosa degli appalti, dove sempre più spesso accadono infortuni mortali o gravi e dove si scaricano sui lavoratori i costi legati alla sicurezza nel lavoro. E’ necessario definire buone prassi operative in materia, con una serie di regole per blindare anche trasparenza, vigilanza e legalità, che comprendano anche l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro maggiormente rappresentativi e rispondenti in via prevalente all’oggetto dell’appalto o della concessione”. E poi, “l’aumento degli organici degli enti di controllo, un grande piano di formazione vera e continua, nelle scuole e nelle aziende, non solo per i lavoratori, ma anche per i datori di lavoro. Bisogna valorizzare del ruolo degli Rls ed Rlst, e puntare sull’innovazione con investimenti mirati non solo e non tanto ad aumentare il profitto, ma ad elevare gli standard di sicurezza”.

Dura la Fillea Cgil: “I numeri in provincia di Rovigo sono impietosi e si inseriscono in un quadro regionale altrettanto allarmante. Un uomo di 52 anni ha perso la vita. Non è un numero, non è una statistica: è una persona, un lavoratore, una famiglia colpita da una tragedia irreparabile. Ogni volta l’opinione pubblica viene scossa nell'immediato, poi tutto torna nel silenzio. Quanti tavoli sono stati fatti con tutte le parti in causa? Quanti confronti, quante promesse? Eppure, troppo poco cambia. Basta con il rimbalzo delle responsabilità, è necessario un cambio di passo: più controlli efficaci e continui nei cantieri e nei luoghi di lavoro; meno burocrazia inutile; maggiore responsabilità da parte di imprese, committenti e istituzioni”.

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