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Capitale di studi e della ricerca

Importante convegno organizzato in città, per sottolineare l’importanza della diagnosi precoce

Capitale di studi e della ricerca

Importante convegno organizzato in città, per sottolineare l’importanza della diagnosi precoce

“Dobbiamo intercettare la malattia prima che il danno diventi irreversibile: oggi possiamo farlo, ma serve consapevolezza”.

Con queste parole Massimiliano Calabrese, direttore del Centro Regionale per la Sclerosi Multipla dell’Università di Verona, anticipa i temi dell’importante appuntamento in programma sabato 11 aprile, dalle ore 16, presso la sala Eracle di Porto Viro.

L’iniziativa, promossa dall’associazione Alba Rosa insieme ai referenti del Basso Polesine Paolo Bologna e Susanna Pozzati, vedrà la partecipazione anche del neuropsicologo Stefano Ziccardi e di numerose autorità istituzionali, tra cui il senatore Antonio De Poli, l’assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, l’assessore regionale Valeria Mantovan all’istruzione e cultura Regione Veneto e il sindaco di Porto Viro Mario Mantovan.

L’evento ha ottenuto il patrocinio dell’ateneo veronese e dell’amministrazione comunale, confermando l’attenzione crescente verso una patologia che registra numeri in aumento anche grazie a diagnosi più tempestive. Durante l’incontro si parlerà in particolare delle nuove prospettive terapeutiche, come le terapie rimielinizzanti, sulle quali però Calabrese invita alla prudenza: “Le sperimentazioni più avanzate non hanno ancora dato risultati concreti, perché spesso il danno non riguarda solo la mielina ma il neurone stesso, e quello non è recuperabile”. Da qui l’importanza cruciale della diagnosi precoce, che consente oggi di intervenire rapidamente con trattamenti più efficaci e meglio tollerati rispetto al passato, quando l’interferone rappresentava l’unica opzione disponibile. Ampio spazio sarà dedicato anche ai disturbi cognitivi, che interessano oltre la metà dei pazienti: “Se li riconosciamo in fase iniziale possiamo intervenire con maggior successo, mentre quando diventano evidenti è più complesso gestirli”. In questo contesto diventa fondamentale il contributo del neuropsicologo, capace di distinguere tra normali cali di memoria e segnali della malattia. Il professore sottolinea inoltre come il sistema sanitario veneto riesca ancora a garantire risposte rapide, nonostante l’aumento dei casi.

Un ruolo chiave è svolto anche dalle associazioni, che creano rete tra pazienti e sostengono la ricerca. Tra le novità, infine, il progetto “Mind Game”, un’app sviluppata dallo stesso Calabrese per monitorare memoria e attenzione attraverso un videogioco, con possibili applicazioni anche in altre patologie neurologiche che verrà presentata in anteprima proprio a Porto Viro.

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