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Minacce e offese alla deputata, c'è un indagato

Identificato dalla Digos, si tratterebbe di un militante di estrema destra

Choc nella notte, minacce alla deputata Pd

Identificato, come aveva anticipato il quotidiano La Voce di Rovigo, il presunto autore del raid con affissione, di fronte alla sede della Cgil di Rovigo, di uno striscione con minacce e offese alla deputata del Pd Nadia Romeo, rodigina. Lo rende noto la Procura di Rovigo".

"Il Procuratore della Repubblica di Rovigo, Manuela Fasolato - spiega infatti la nota stampa - comunica, per ragioni di rilevanza pubblica della notizia in rapporto alla comunità territoriale e per una corretta informazione, che il 4 aprile 2026 la Procura della Repubblica di Rovigo ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro, delegato per l'esecuzione alla Digos di Rovigo, che l'ha eseguito nella stessa data, a carico di G.M., cittadino italiano, nato a Monselice (PD) nel 1971, al fine di rinvenire tracce relativi ai delitti, in ipotesi accusatoria, di cui agli articoli 612, comma 2 c.p. (minaccia aggravata) e 338 c.p. (violenza o minaccia a un Corpo politico amministrativo o giudiziario o ai suoi singoli componenti), aggravati dall’aver agito con finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, raziale o religioso".

Secondo quanto ricostruito, il gesto dell'uomo, militante di estrema destra, muoverebbe dall'iniziativa di Romeo che, assieme ad altri parlamentari, aveva deciso di ostacolare, il 30 gennaio scorso, una conferenza stampa alla Camera da parte di movimenti che, secondo quanti protestavano, si definirebbero orgogliosamente neofascisti o neonazisti. I parlamentari dissidenti erano stati quindi sanzionati con una sospensione di cinque giorni dai lavori parlamentari, inclusa Romeo.

Sulla stampa, quest'ultima aveva quindi rivendicato la propria scelta, spiegando di accettare la sanzione ma che sarebbe stata pronta ad agire nuovamente come aveva fatto. Nelle ore successive a questa dichiarazione, era scattata l'affissione dello striscione, con insulti, non solo a Romeo, ma anche alla comunità delle persone di colore, e vere e proprie minacce, come "guardati le spalle".

"Le tempestive indagini - prosegue la ricostruzione della Procura - svolte nell'immediatezza dei fatti dalla Digos della Questura di Rovigo, coordinate dalla Procura della Repubblica di Rovigo, consentivano, infatti, di appurare che nella tarda serata del 2 aprile, G.M. aveva affisso al cancello d’ingresso della sede della Cgil, sita in via Calatafimi n. 1/B, un manoscritto contenenti minacce gravi rivolte all’Onorevole N. R. con apposto un adesivo tondo con simbolo di Casapund Italia Veneto e  una croce celticaIl procedimento è in fase di  indagini preliminari, sono in svolgimento approfondimenti tecnici e altri  investigazioni, la responsabilità penale può essere provata solo a seguito di sentenza passata in giudicato".  

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