Divieto dei social network agli under 14 e disagio giovanile, si apre il confronto a Padova con l’intervento dei rappresentanti d’istituto di alcune scuole superiori cittadine. Al centro del dibattito la proposta avanzata dal presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, che punta a limitare l’accesso alle principali piattaforme digitali per i più giovani.
A intervenire sono stati Anna Zanonato, Giovanni Perozzo, Davide Boldrini, Matteo Bagnara, Anna Sofia Gamba e Benedetta Occhi, studenti rappresentanti degli istituti Nievo, Galilei, Valle, Ferrari e Tito Livio. In una presa di posizione congiunta, gli studenti hanno richiamato l’attenzione sulla complessità del fenomeno, sottolineando come l’utilizzo dei social e dei dispositivi elettronici non rappresenti l’unica causa del disagio giovanile, pur riconoscendone il peso significativo.
Nel documento, i rappresentanti evidenziano come il limite anagrafico costituisca una misura “necessaria ma non sufficiente”. Secondo gli studenti, fissare una soglia d’età per l’accesso a piattaforme come Instagram, Facebook e TikTok non garantirebbe automaticamente un utilizzo consapevole degli strumenti digitali. L’obiettivo, viene ribadito, dovrebbe essere quello di promuovere un approccio critico e responsabile, che non può essere legato esclusivamente al compimento di una determinata età.
Tra i punti centrali emerge la richiesta di introdurre percorsi strutturati di formazione digitale. Gli studenti sottolineano come, a differenza di altri ambiti, non sia attualmente prevista un’educazione obbligatoria sull’uso consapevole della rete. Da qui la proposta di avviare programmi specifici nelle scuole, finalizzati a fornire strumenti di comprensione dei rischi, dei limiti e delle contraddizioni legate all’utilizzo dei social e dei dispositivi elettronici.
Nel documento viene inoltre espressa perplessità rispetto all’ipotesi di introdurre divieti generalizzati. Secondo i rappresentanti, misure di questo tipo potrebbero risultare difficili da applicare e aggirabili sul piano pratico, oltre a sollevare questioni legate alla tutela della privacy. Il rischio evidenziato è quello di estendere progressivamente restrizioni anche ad altri ambiti tecnologici.
Gli studenti propongono infine un cambio di prospettiva, individuando nell’educazione digitale un’opportunità per formare una generazione in grado di utilizzare in modo consapevole gli strumenti tecnologici. Un percorso che, sottolineano, richiede conoscenza, sperimentazione e approfondimento.
Il confronto proseguirà nelle prossime settimane, in vista degli “Stati generali” fissati per il 15 aprile e dell’audizione prevista a fine mese in commissione consiliare, dove le diverse posizioni saranno oggetto di ulteriore discussione istituzionale.