VOCE
rovigo
07.04.2026 - 20:03
Quasi mezzo milione di risarcimento. A tanto ammonta la cifra riconosciuta a un risparmiatore rodigino che fa parte del gruppo dei truffati da un promotore finanziario infedele di un istituto di credito nazionale. Il caso è venuto alla luce svariati anni fa, nel 2013, con la sentenza di primo grado per truffa, falso e gestione abusiva del risparmio a carico di un ex family banker, per un “buco” da più di 11 milioni sottratti a oltre 150 risparmiatori, pronunciata nel 2017 dal Tribunale di Ferrara, poi confermata dalla Corte d’appello di Bologna nel 2019, con la pena rideterminata a 8 anni e 6 mesi, divenuta definitiva l’anno dopo con il rigetto del ricorso da parte della Cassazione. Per i risarcimenti, però, la strada è stata lunga.
E ad annunciare una nuova sentenza favorevole a un danneggiato, in questo caso il risparmiatore polesano, è l’avvocato Bruno Barbieri, presidente del Codacons Emilia Romagna e vicepresidente nazionale Codacons.
“Dopo molti anni dall’esplodere della vicenda legata al promotore finanziario condannato con sentenza passata in giudicato dopo tre gradi giudizio, con pena già parzialmente scontata nella casa circondariale di Verona, un altro cliente associato Codacons, che non ha accettato di rinunciare a parte del risarcimento danni a lui spettante, ha visto finalmente riconoscersi in sede civile le sue giuste ragioni, in questo caso dal Tribunale di Rovigo, dal giudice Giulio Borrella con sentenza del 2 aprile, pubblicata pochi giorni prima di Pasqua nel procedimento civile 1806/2024".
"La resistenza in giudizio della banca alle giuste richieste del cliente si è concretizzata avanti al Tribunale di Rovigo anche nel rifiuto da parte della banca di accettare la proposta conciliativa formulata dal giudice in termini risarcitori. Tale proposta, che era stata accettata dal cliente truffato pur di poter rientrare almeno di una parte dei soldi spariti nel 2013, è infatti stata ingiustificatamente rifiutata dalla banca. La resistenza della banca in sede giudiziaria ha indotto il Tribunale di Rovigo a condannarla per lite temeraria ad un importo aggiuntivo di euro 35mila euro rispetto alla somma complessiva richiesta in giudizio dal cliente, oltre ad ulteriori euro 35mila euro di spese legali, portando così la condanna risarcitoria comprensiva sia del danno emergente che del lucro cessante a quasi 500mila euro. Speriamo a questo punto, anche senza farci troppe illusioni, che il comportamento della banca nei confronti dei propri ex clienti truffati muti, rinunciando in questo, come nei quasi altri 20 giudizi in cui è stata sconfitta, a proporre impugnazioni non fondate”.
L’avvocato Barbieri rimarca come “questo giudizio fa seguito a circa un’altra ventina di sentenze di condanna in sede civile della banca per la stessa vicenda legata a questo promotore infedele. Ciò dimostra ancora una volta che la banca, che rappresenta se stessa nei messaggi pubblicitari come una banca a tutela del cliente, quando si tratta di riconoscere a quest’ultimo il risarcimento dovuto in quanto truffato dal promotore della banca, prima di pagare, costringe il cliente a superare tre gradi di giudizio penale conclusisi con la condanna definitiva del promotore infedele e con la condanna della banca quale responsabile civile a risarcire il danno, nonché a dover iniziare anche l’azione civile ed a doversi tutelare anche in grado di appello ed in Corte di Cassazione civile”.
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