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Guardia medica, arriva il numero unico

Presentato ufficialmente il 116117

Guardia medica, arriva il numero unico

Da questa sera, 24 ore su 24, sette giorni su sette, anche in provincia di Rovigo sarà attivo il 116117, “unounoseiunounosette”, il numero di telefono unico della continuità assistenziale, l’ex guardia medica, ma non solo. Si tratta infatti del Nea, il “Numero europeo armonizzato” pensato per l’orientamento nei servizi sociosanitari territoriali. Agli utenti polesani risponderanno gli operatori della centrale di Mestre, una delle due attive in Veneto insieme a quella di Vicenza.

Una novità rilevante, presentata con una conferenza stampa dal direttore generale dell’Ulss Polesana Mauro Filippi, insieme al direttore dei Servizi socio sanitari Marcello Mazzo e al direttore della Funzione territoriale Domenica Lucianò. Mettendo già le mani avanti su possibili disagi, come sempre quanto parte qualcosa di nuovo, anche perché ora, chi chiamerà direttamente la continuità assistenziale troverà un messaggio registrato che li inviterà a chiamare il 116117.

“Questo - ha rimarcato il Filippi - è un numero europeo, quindi a regime sarà attivo in tutti i Paesi dell’Unione europea come unico punto di accesso per tutti i servizi sanitari e sociosanitari. L’Ulss Polesana parte dopo l’esperienza già fatta in Veneto da alcune aziende, quindi con un sistema in qualche modo consolidato, seppur partito da pochi mesi. Ovviamente, con la tensione necessaria che c’è quando si parte con un sistema nuovo. Al 116117 gli utenti si potranno rivolgere 24 ore su 24, 365 giorni all’anno, per i bisogni sanitari più semplici, cioè tutti quelli che non sono urgenti, per i quali ovviamente rimane il 118, per i bisogni sociosanitari e anche per informazioni sui servizi territoriali che l’azienda e non solo offrono ai cittadini, attraverso operatori qualificati e preparati che daranno risposte nell’immediato o attivando i servizi aziendali che poi ricontattano l’utente fornendo le indicazioni del caso. Nelle aziende dove è già partita è conosciuto soprattutto come la porta di accesso alla continuità assistenziale, la guardia medica, nelle fasce orarie notturne, festive e prefestive. Questa è forse l’attività prevalente, ma ci si potrà rivolgere a questo numero, per esempio, per avere informazioni rispetto alla richiesta di protesi ed ausili, o all’accesso a prestazioni territoriali, o ai servizi della salute mentale, alle dipendenze e, a regime anche ai servizi e alle attività offerte dagli Ats, quando saranno costituiti”.

Mazzo ha evidenziato come “il bisogno che il cittadino esprimerà attraverso questo numero, sarà diviso fondamentalmente in tre aree. Un’area della risposta informativa, come a che ora apre e dove andare per il Centro di salute mentale o per il Serd o per il servizio per la disabilità. Poi, un’area della risposta di tipo sanitario non urgente, che può essere differito: al cittadino verrà detto ‘non si preoccupi, adesso raccogliamo tutta una serie di elementi e avviseremo la continuità assistenziale del suo territorio che si metterà in contatto con lei e lei dirà cosa fare’, oppure il medico di medicina generale o la figura sanitaria che si farà carico del suo bisogno, bisogno sanitario. Infine, un’area dei bisogni sociosanitari: in questo ambito consiste un po’ la novità, perché il cittadino avrà la possibilità di avere indicazioni su percorsi chiari rispetto a bisogni sociosanitari. E, dagli operatori della centrale operativa, verrà indirizzato nelle aree precise dove dovrebbe trovare la giusta risposta. Uso il condizionale perché tutto il meccanismo, andrà a regime nell’arco di qualche mese, quando metteremo a punto il sistema dei servizi territoriali che fa riferimento alle Case della comunità nelle quali i bisogni, prevalentemente sociosanitari, troveranno percorsi ben definiti. Quindi in estrema sintesi il numero 116 117 è un’opportunità che la cittadinanza ha per bisogni non urgenti. Non è un’alternativa al 118, ma se permetterà di alleggerire il pronto soccorso, ben venga”.

Da parte sua, Lucianò ha rimarcato: “E’ un sistema che ha come finalità di migliorare l’appropriatezza delle risposte, perché permette di accentrare tutte le richieste dei cittadini. Dobbiamo far passare il messaggio che gli utenti non devono più accedere al servizio di continuità assistenziale, ma devono sempre contattare il numero 116117, perché c’è personale opportunamente formato al quale viene rappresentato il bisogno, che è in grado attraverso i sistemi moderni, tecnologici e digitali, di avviare dei protocolli più adeguati”.

Il messaggio importante è: il 116117 non va chiamato per le emergenze e le urgenze, perché il numero in questi casi resta sempre il 118, né per prenotare esami o visite, perché per questo è invece attivo il numero del Cup, il centro unico di prenotazione, né per il rilascio di certificati di malattia, che compete al medico di medicina generale o al pediatra di libera scelta.

Va invece chiamato nei seguenti casi: per contattare la continuità assistenziale, l’ex guardia medica; per bisogni che riguardano non autosufficienza, disabilità, salute mentale, consultorio, età evolutiva, cure primarie e altri; per consigli sanitari non urgenti e situazioni che non richiedono un intervento immediato, ma che necessitano di assistenza medica; per informazioni sui servizi sanitari, inclusa la guardia medica turistica.

L’Ulss segnala anche che “a causa di una possibile sovrapposizione delle celle telefoniche, la chiamata al numero unico 116117 potrebbe risultare impossibile in alcune zone di confine regionale. In tali situazioni, i cittadini potranno contattare la continuità assistenziale tramite il numero verde 800 311 330”.

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