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veneto
08.04.2026 - 13:25
A distanza di quindici anni dall’alluvione del 2011, che segnò profondamente il territorio con la rottura del Frassine, l’area di Pra’ di Botte (Padova) torna al centro dell’attenzione per un nuovo progetto di sviluppo energetico. Nella zona agricola compresa tra più comuni del Basso Veneto - Borgo Veneto, Montagnana, Pojana Maggiore e Noventa Vicentina - è infatti prevista la realizzazione di un impianto fotovoltaico a terra di rilevanti dimensioni.
Il progetto è stato presentato dalla società Trium Power Bv, costituita nel luglio scorso con sede a Ferrara, mentre la progettazione è affidata alla Gvs Green srl di Badia Polesine. L’impianto avrà una potenza nominale di oltre 7 megawatt di picco e sarà composto da 9.504 moduli fotovoltaici da 750 watt ciascuno, distribuiti su strutture a inseguimento fissate direttamente nel terreno.
L’area interessata coprirà circa 100mila metri quadrati, pari a una decina di ettari attualmente destinati a uso agricolo. Le strutture di sostegno saranno infisse nel terreno fino a una profondità di circa 2,5 metri, mentre i pannelli saranno posizionati a un’altezza di circa un metro e mezzo. L’impianto non rientra nella tipologia agrivoltaica, che consente la coesistenza tra produzione energetica e coltivazioni, ma prevede l’occupazione esclusiva del suolo.
Il piano include anche la realizzazione di un cavidotto di media tensione lungo circa cinque chilometri, necessario per il collegamento alla rete elettrica. Il tracciato interesserà i territori dei comuni di Borgo Veneto, Montagnana, Pojana Maggiore e Noventa Vicentina. Secondo quanto indicato nella documentazione, il percorso eviterebbe aree di particolare pregio paesaggistico o destinate allo sviluppo urbanistico.
La società ha avviato l’iter autorizzativo attraverso la Procedura abilitativa semplificata (Pas), facendo leva anche sulla presenza di un impianto fotovoltaico già esistente nella stessa area, seppur di dimensioni più contenute.
Il progetto si inserisce in un contesto normativo in evoluzione, con la Regione Veneto impegnata a regolamentare la diffusione degli impianti a terra e a favorire soluzioni alternative come l’agrivoltaico. Parallelamente, la Provincia sta lavorando alla definizione di una mappatura delle aree idonee e non idonee a ospitare interventi di questo tipo.
Sul piano locale, l’amministrazione comunale ha confermato che l’iter è ancora in fase di valutazione. Il sindaco Michele Sigolotto ha richiamato il principio di precauzione, sottolineando come saranno gli enti competenti a esaminare nel dettaglio la documentazione tecnica e i vincoli presenti sull’area prima di esprimere eventuali determinazioni.
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