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Economia
08.04.2026 - 21:00
Una primavera dell’occupazione provinciale, almeno secondo le previsioni di assunzioni da parte delle aziende intervistante nell’ambito del sistema informativo Excelsior di Uniocamere e ministero del Lavoro.
Infatti, se ad aprile le entrate complessive previste nel corso del mese sono stimate in 1.960, 50 in più della previsione dell’aprile 2025, nel trimestre aprile - giugno la previsione è di 6.140 assunzioni, ben 210 rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno.
Quindi, qualcosa in più della semplice ripresa “stagionale”. Perché certo, con la stagione balneare alle porte e le campagne di raccolta in arrivo tutta la provincia vive un sussulto di vitalità. Ma è l’aumento a rappresentare il raggio di speranza primaverile.
Tutto questo, fra l’altro, proprio mentre a livello nazionale e regionale si registra invece una flessione: in Italia 8mila contratti in meno nel trimestre, pari al -0,5%, invece in Veneto si stimano 2.800 ingressi in meno.
Una vitalità che, seppur statistica, lascia ben sperare. Tuttavia, in oltre 47 casi su 100, il 47,4% le imprese prevedono di avere difficoltà a trovare i profili desiderati, una percentuale superiore alla media nazionale che si attesta sul 44,6%, pari a circa 223mila posizioni. In realtà, le imprese che prevedono assunzioni sono pari al 18% del totale.
Ma quali sono i profili richiesti in Polesine? Nel 41% dei casi si cercano operai specializzati e conduttori di impianti, nel 20% addetti commerciali e dei servizi. In particolare, nel commercio sono previste 250 contratti ad aprile e 760 fino a giugno, nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi turistici 240 ad aprile e 940 fino a giugno, nei servizi operativi di supporto alle imprese e alle persone rispettivamente 210 e 530, nelle costruzioni 190 e 590, nei servizi alle persone 160 e 770.
Le entrate previste si concentreranno per il 51% nel settore dei servizi e per il 69% nelle imprese con meno di 50 dipendenti, mentre il 9% sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici, quota inferiore alla media nazionale, pari al 14%. Non a caso la laurea è richiesta appena nell’8% dei nuovi contratti, mentre per il 48% dei posti basta il diploma della scuola dell’obbligo o anche la licenza media.
Il 59,6% degli ingressi ad aprile riguarda l’area “produzione di beni ed erogazione del servizio”, 1.150 contratti, nel 50,4% dei casi ritenuto di difficile reperimento, mentre 290 posti, il 14,7% del totale, le aree commerciali e della vendita, 230 le aree tecniche e della progettazione, di difficile reperimento nel 61% dei casi, e altri 200 posti nell’area della logistica.
A livello di macrosettori, il primario dovrebbe registrare 340 nuovi contratti ad aprile, con un aumento di 60 rispetto a un anno fa, nei servizi addirittura mille contratti ma con una flessione di 10 unità rispetto al 2025, mentre nell’industria le 620 entrate previste sono in linea con l’anno scorso. Mentre, proprio nell’industria, a livello di trimestre si prevede una flessione di 150 unità sul 2025.
Solo nel 17% dei casi le entrate previste saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nell’83% saranno a termine, a tempo determinato, nel 66% dei casi, ma anche altri contratti con durata predefinita. Per una quota pari al 32% interesseranno giovani con meno di 30 anni, mentre nel 31% dei casi le imprese prevedono di assumere personale immigrato.
A livello nazionale, le imprese prevedono di attivare ad aprile 500mila contratti, mentre per il trimestre aprile-giugno le previsioni raggiungono circa 1,67 milioni di ingressi. A livello settoriale, in crescita risultano i servizi di alloggio, ristorazione e turistici (+3,8%), quelli di trasporto, logistica e magazzinaggio (+5,5%) e i servizi alle persone (+2,0%). Positiva anche l’evoluzione prevista per il settore primario (+3,5%). Il manifatturiero evidenzia invece un calo complessivo delle entrate previste (-4,1%), con le maggiori flessioni nelle industrie del legno e del mobile (-9,6%), in quelle metallurgiche e dei prodotti in metallo (-7,0%) e nelle chimico-farmaceutiche, della plastica e della gomma (-6,9%). Anche il comparto delle costruzioni registra un leggero calo (-1,0%).
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