Cerca

CULTURA

Palazzo Roverella cambia look

Muraro della Fondazione Cariparo: “Incredibile risultato che agevola la fruizione e la vivibilità”

Pilastri bianchi, laterizio rosso, vetri trasparenti e accessibilità completa. Questa la ricetta vincente per la nuova sistemazione dell'entrata di Palazzo Roverella, cuore ferrarese della città, che con i suoi binomi cromatici, rosso bianchi, si stanzia a presidio della piazza e dell'arte, locale quanto europea e internazionale. Il frutto di mesi di lavori è stato presentato ieri mattina proprio nella corte che si è vista protagonista del piano intervento finanziato dalla Fondazione Cariparo. Un progetto scaturito dalla volontà di dotare la sede di una nuova struttura a parziale copertura in grado di ospitare un luogo apposito per filtrare il flusso turistico e predisporre biglietteria e guardaroba.

Dopo il porticato d'ingresso, ora un led wall digitale immortala l'inizio dell'ingresso rinnovato, una rampa ad “l” circoscrive il perimetro dei resti murari lasciando il vuoto centrale e garantendo la piena visibilità delle strutture storiche esistenti. L'inizio dei lavori risale al 2025 con l'assegnazione del progetto all'idea vincitrice del concorso indetto per l'occasione e, per la messa in opera, all'impresa “Reale”. I giovani architetti under35, Barbara Ghirelli e Vera Tresoldi, con l’affiancamento di Andreina Milan, hanno pensato a una struttura non invasiva, rialzata da terra e capace di dialogare senza intaccare le preesistenze murarie, prediligendo invece un dialogo tra nuovo e antico dove entrambe le parti risultando ben contestualizzate.

L'intervento, condotto da più attori, tra questi la soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Verona, Rovigo e Vicenza, il Comune e l'Accademia dei Concordi, ha anche permesso l'aggiornamento dei sistemi di climatizzazione e sicurezza dell'intero edificio. Frutto del rinnovamento è anche la presenza di una nuova sala espositiva ricavata dall'ex bookshop che, insieme alle tre recentemente inaugurate (quella del Seicento Veneto e di Mario Cavaglieri), permette di esporre altre opere della pinacoteca accademico-comunale inerenti l'evoluzione del paesaggio tra XVII e il XVIII secolo, con vedute ideali, raffigurazioni arcaiche e scenografie prospettiche perlopiù inedite.

“Questo traguardo è il segnale di un radicamento della Fondazione- che fra poco eleggerà il nuovo vertice - che con Rovigo e Palazzo Roverella ha stretto un patto di lungo periodo, fondazione Cariparo c'è per restare, per dare sempre più collaborazione alle istituzioni” ha esordito nei saluti il presidente uscente Gilberto Muraro, aggiungendo: “Questa è la mia ultima apparizione pubblica, oggi è una festa collettiva, un lavoro che mi stupisce per la sua resa finale così bella”. Soddisfazione anche da parte del sindaco Valeria Cittadin: “Ringrazio per il lavoro svolto dalla Fondazione. Ci auguriamo che il successore alla futura guida dell'ente sia sulla linea del presidente Muraro, presenza che è stata imprescindibile e importante per questo territorio”. Dopo la salita ai piani superiori, anche l'affondo culturale offerto dal presidente dell'Accademia dei Concordi, Pier Luigi Bagatin, illustrando il patrimonio ora visibile, (34 opere esposte) tra mura antiche, dal respiro nuovo.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400