Cerca

lusia

Non si può più sperare, per Renato

Trovato morto un mese dopo la sparizione, mentre si cercava un altro scomparso

 Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche di Renato Bianchi, il settantenne residente a Lendinara di cui si erano perse le tracce dalla mattinata di giovedì 12 marzo.

Il corpo dell’uomo, classe 1956, è stato rinvenuto nella giornata di oggi - giovedì 9 aprile - lungo l’argine del fiume Adige, in un tratto compreso tra le località di Lusia e Ca’ Morosini, non lontano dal punto in cui erano state individuate le ultime tracce. Il tutto mentre erano in corso le ricerche di un'altra persona scomparsa, della quale non si hanno notizie dalla mattinata di mercoledì 8 aprile.

Per approfondire leggi anche:

Il lavoro dei vigili del fuoco - supportati dai carabinieri - con imbarcazioni, droni ed elicottero, ha portato a ritrovare un corpo, quello, appunto, Renato.

L’allarme, per la sua scomparsa, era scattato nel pomeriggio di giovedì 12 marzo, quando i familiari, preoccupati per un’assenza prolungata e insolita, si erano rivolti alle Forze dell’ordine. Il primo indizio concreto era stato il ritrovamento della bicicletta dell’uomo, abbandonata nei pressi del ponte sull’Adige a Ca’ Morosini.

Per giorni, i vigili del fuoco avevano coordinato le operazioni attraverso un Punto di comando avanzato (Pca), una struttura mobile fondamentale per incrociare i dati provenienti dalle diverse squadre sul campo. Le ricerche avevano visto impegnati i sommozzatori di Vicenza, che hanno perlustrato il corso del fiume, coadiuvati dai droni e dall'elicottero dei vigili del fuoco, che avevano condotto le operazioni nonostante la nebbia che ha ridotto la visibilità. Fondamentale il supporto anche dei carabinieri, della Protezione civile di Lendinara e delle Giacche verdi, che hanno battuto palmo a palmo gli argini.

La prefettura di Rovigo aveva infatti attivato il piano provinciale per la ricerca delle persone scomparse. Il sindaco di Lendinara, Francesca Zeggio, ha seguito da vicino ogni fase delle operazioni, sottolineando l'impegno incessante di tutti i soccorritori coinvolti. Nonostante la mobilitazione, le speranze di ritrovare Renato Bianchi in vita si sono affievolite con il passare delle ore. Il ritrovamento odierno lungo l’argine mette fine a quasi un mese di angoscia per la famiglia e per la comunità lendinarese. La cittadinanza si stringe attorno al dolore della famiglia Bianchi.

“Una persona che non ha mai preteso niente dagli altri - ha commentato il sindaco Zeggio - Il dispiacere della famiglia va rispettato e su di loro è giusto far scendere i riflettori, che invece devono restare accesi su situazioni che questa società deve aiutare ad evitare, momenti come questi che coinvolgono tutti perché ci si chiede come poter aiutare e invece si rimane senza risposta. Ci stringiamo con grande affetto alla famiglia, che ha atteso per tutto questo tempo e ora ha la possibilità di piangere su un corpo e ricordare i momenti vissuti insieme. Ringrazio le Forze dell'ordine e anche i volontari che lo hanno cercato in questo periodo”.

Per quanto concerne il secondo scomparso, le ricerche dovrebbero riprendere nella giornata di domani: anche oggi, infatti, nonostante la presenza anche dell'elicottero dei vigili del fuoco, che ha a lungo sorvolato il fiume, sino a Cavarzere, e le campagne, per un raggio di alcuni chilometri, nessun riscontro.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400