VOCE
confartigianato
09.04.2026 - 18:37
Una serie di incontri, periodici, con istituzioni e associazioni - economiche, di categoria e datoriali - del Polesine, per restituire e condividere una immagine fedele e aggiornata della situazione socioeconomica del territorio, a livello provinciale e Veneto, sulla base della quale intraprendere e pianificare le azioni e le strategie future.
E’ l’iniziativa lanciata da Confartigianato Polesine, forte della sinergia creata con Cgia Mestre, l’associazione che riunisce artigiani e piccole imprese e che è un punto di riferimento a livello nazionale per l’elaborazione di dati socioeconomici. L’Ufficio Studi Cgia, in particolare, condividerà ogni quattro mesi un report con Confartigianato Polesine, che provvederà poi a presentarlo ai propri interlocutori di riferimento.
Il documento, dopo una prima parte di carattere nazionale, nella quale fotografa l’andamento dell’economia italiana, si focalizza sulla situazione del Veneto e delle sue province. L’ultimo report, per esempio, conferma come la nostra Regione costituisca tuttora la terza economia a livello nazionale, generando il 9,1% del Pil nazionale, insidiata però dall’Emilia Romagna, con il 9%.
Intuitiva e nel contempo analitica la presentazione grafica, con lo scopo di richiamare immediatamente l’attenzione del lettore su quelle che sono le variazioni, tanto positive quanto negative, sulle quali porre la propria attenzione, per elaborare linee guida delle azioni future. L’ultimo report mette in evidenza come, a livello regionale, al 31 dicembre 2025 il saldo di imprese artigiane veda un allarmante andamento negativo, dal 2009, che parla di una contrazione del 18% del numero complessivo, che equivale a una chiusura di quasi 26mila imprese avvenuto in questo arco temporale.
Considerazioni analoghe, che debbono costituire una base di partenza di ogni valutazione futura, sono il calo dell’1,1% della popolazione veneta dal 2014 a oggi, con 52mila residenti in meno. Un calo che si concentra in particolare nelle fasce d’età più giovani. Importante anche l’aspetto analitico del report, che compara questi indicatori con quelli dei competitor del Veneto: il numero degli abitanti, per esempio, pure in un contesto demografico negativo, in realtà come l’Emilia Romagna e la Lombardia è invece cresciuto.
Non mancano le proiezioni future, fondamentali per comprendere le ripercussioni, sul mercato del lavoro, della situazione demografica attuale: il report, per esempio, spiega che, con questo trend, in 20 anni la popolazione in età attiva, ossia tra i 15 e i 64 anni, scenderà dai 3,07 milioni del 2025 sotto i 2,6 milioni del 2045. Il tutto, in un contesto che già oggi vede drammatiche difficoltà di reperimento della manodopera richiesta in vari settori. Dati, insomma, che è fondamentale conoscere per tutti coloro che sono chiamati a prendere decisioni ad alto livello.
Dopo la prima presentazione, che ha visto il presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion, assieme al Segretario generale dell’associazione Maura Goffo, essere ricevuti dal Prefetto di Rovigo Franca Tancredi, la seconda ha invece toccato la Provincia di Rovigo, dove i vertici di Confartigianato hanno incontrato il presidente dell’ente Enrico Ferrarese.
“Un incontro proficuo – ha dichiarato il presidente Ferrarese - che conferma la necessità di una cabina di regia, capace di interpretare la fotografia sempre fedele e puntuale che ci viene restituita da Confartigianato e Cgia e fornire quindi le migliori soluzioni per il territorio. La Provincia di Rovigo, in qualità di ‘Casa dei Comuni’, rinnova a nome di tutta la comunità polesana la sua piena disponibilità al confronto anche periodico con le istituzioni coinvolte, stakeholder e addetti ai lavori in quell’ottica di condivisione che dev’essere sempre alla base dell’azione politica, nella convinzione che sinergia e lavoro di squadra possono essere ingredienti utili per dare risposte concrete ed efficaci”.
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