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Squali contaminati: tracce di droga

Allarme scientifico sull’impatto umano negli ecosistemi marini

Squali contaminati: tracce di droga

Nel sangue degli squali compaiono sostanze tipiche della vita quotidiana umana, dalla caffeina ai farmaci fino alla cocaina. È quanto emerge da una ricerca pubblicata sulla rivista Environmental Pollution, che documenta per la prima volta a livello globale la presenza di questi composti in una specie di squalo.

Lo studio, condotto nelle acque delle Bahamas su 85 esemplari selvatici, ha rilevato una diffusione inattesa di contaminanti. In sette squali sono state individuate tracce di diclofenac, comune antinfiammatorio, mentre due presentavano paracetamolo. In un caso è stata rilevata cocaina, probabilmente ingerita attraverso residui dispersi in mare. Gli scienziati segnalano anche la presenza di caffeina, ulteriore indicatore dell’inquinamento di origine antropica.

L’analisi si è concentrata tra le aree meridionali e centrali dell’isola di Eleuthera, nei Caraibi, dove il team ha esaminato il sangue degli animali per individuare sostanze chimiche estranee. I risultati delineano un quadro preoccupante: gli squali entrano in contatto con rifiuti e residui dispersi nell’acqua, ingerendo involontariamente materiali contaminati.

Secondo i ricercatori, l’origine del fenomeno è riconducibile principalmente alle attività umane. Scarichi non trattati e comportamenti quotidiani contribuiscono alla diffusione di composti chimici nei mari, con effetti diretti sulla fauna. Le sostanze rilevate possono alterare i processi fisiologici degli animali: il diclofenac è associato a danni renali, mentre stimolanti come cocaina e caffeina incidono sui livelli di zuccheri e grassi nel sangue.

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