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BILANCIO DEMOGRAFICO

Un rodigino su 10 è straniero

In vent’anni le presenze sono aumentate di oltre 7 volte. Rumena la comunità più numerosa

Un rodigino su 10 è straniero

Il calo demografico del capoluogo polesano ha un argine che, con il passare degli anni, è sempre più solido e consistente. Si tratta dei cittadini stranieri la cui presenza, negli ultimi vent’anni è cresciuta diventando sempre più significativa, fino a raggiungere la percentuale rilevata al 31 dicembre 2024 dell’11,2% del totale dei residenti. Con la comunità rumena che, con il passare del tempo, ha superato fino quasi a doppiare la presenza di persone di origine albanese. A dirlo sono i dati riportati nel bilancio demografico della popolazione straniera residente realizzato da palazzo Nodari, che prende in considerazione, mettendoli a confronto, i numeri rilevati nell’arco di 22 anni, dal 2002 al 2024. Il rapporto è fornito dall’assessore alla statistica Renato Campanile che evidenzia: “E’ chiaro che a questa statistica viene meno quella parte di popolazione straniera residente che nel tempo ha ottenuto la cittadinanza italiana e pertanto non rientrante in questa casistica”.

Entrando nel dettaglio, l’11,2% dei residenti tradotto in numeri assoluti corrisponde a 5.581 persone rispetto al totale complessivo dei rodigini al 31 dicembre 2024 pari a 49.922. Stando a quanto sottolinea il documento, comunque, “il dato è in aumento per gli anni 2025 e 2026”. Quanto al genere, gli oltre 5mila stranieri si dividono esattamente a metà tra uomini e donne. Il trend in crescita delle presenze straniere conferma sostanzialmente la tendenza degli ultimi vent’anni: una crescita costante della popolazione straniera, sia come valore assoluto, che come percentuale rispetto alla popolazione residente. Infatti, se si guarda indietro di 22 anni, al 31 dicembre 2002, la popolazione straniera residente in città era complessivamente di 764 unità, un dato che tradotto in percentuale rispetto al totale della popolazione rilevata quell’anno, pari a 50.377 abitanti, si attesta sull’1,52%. Questo significa che, nel giro di poco più di vent’anni, la popolazione straniera a Rovigo è più che settuplicata.

Come accennato, il report fornisce anche il dettaglio del Paese di origine degli stranieri residenti. E se nel 2002, le presenze erano diversificate in modo tale che al primo posto si fossero affermati i cittadini albanesi (188) poi nigeriani (118), marocchini (62), cinesi (52) e rumeni (49), nel 2024 la situazione è completamente cambiata: al primo posto vi è la comunità rumena salita a 986 residenti, seguono nigeriani (639), marocchini (614), cinesi (593), albanesi (538), ucraini (pari a 438 anche per effetto della guerra), moldavi (306), pakistani (186) e tunisini (156). “Costoro – precisa il documento di palazzo Nodari - come si evince dai bilanci demografici pubblicati, hanno fornito un contribuito determinante per arginare il calo demografico locale e nazionale”. Inoltre, si è registrata “una presenza esponenziale di nuove nazionalità inizialmente assenti quali Colombia, Sud Africa, Ecuador, India, Iraq, Kazakhstan, Giordania e molte altre”. In qualsiasi caso, si tratta di comunità al di sotto delle 100 presenze. “Il lavoro compiuto è molto interessante – commenta l’assessore Campanile – e di questo ringrazio la dirigente Micaela Pattaro, la responsabile dell’ufficio statistica Carla Cibola e tutto lo staff”.

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