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Antiviolenza al Cubo

Approvato il protocollo d’intesa

Antiviolenza al Cubo

Un nuovo servizio a sostegno di studenti e studentesse del Cur sta per approdare al Cubo di viale Porta Adige, sede dei corsi universitari dell’Università di Padova. Giovedì pomeriggio la giunta guidata dal sindaco Valeria Cittadin ha approvato il protocollo d’intesa per la costituzione di una rete polesana universitaria a supporto delle vittime di violenza. La proposta, alla quale l’amministrazione ha lavorato per diversi mesi, è stata portata in giunta dall’assessore ai servizi sociali Dominga Milan che spiega: “La rete coinvolge il Comune, il Consorzio università Rovigo e l’Università di Padova. Nel frattempo è stato anche definito il testo dell’accordo per arrivare in breve tempo alla sottoscrizione del protocollo”.

Il servizio non ha precedenti e, dunque, rappresenta una novità assoluta per la provincia. “Sarà costituito al Cubo - rimarca l’assessore - e avrà come referente una dipendente del Consorzio universitario, la quale fornirà un supporto di tipo logistico agli operatori e alle operatrici del Centro antiviolenza qualora avessero la necessità di entrare in contatto con le studentesse o gli studenti nei casi di criticità legate a episodi di violenza. E con violenza si intende non solo la violenza fisica, ma anche quella psicologica come anche le molestie. Queste persone riceveranno dagli operatori del Cav il supporto necessario. Anche se non ci sarà uno sportello fisico, fondamentale è la presenza della referente”.

Nel centro antiviolenza del Polesine, capofila della rete polesana con i propri sportelli territoriali a Lendinara e Adria, si trovano poi i professionisti che prendono in carico le vittime fornendo anche supporto legale, oltre che psicologico ed emotivo.

L'assessore Milan a questo punto conclude: "Lo sportello universitario sarà un ulteriore punto di contatto tra il Centro antiviolenza del Polesine e le donne presenti nel territorio polesano. Una scelta quella di essere presenti in università dettata dalla necessità di essere sempre più vicine alle giovani donne che sono il gruppo più colpito dalla violenza secondo i dati Istat. Le operatrici del Centro saranno disponibili per accogliere le studentesse e le lavoratrici dell'università su appuntamento offrendo loro ascolto, sostegno psicologico e legale a seconda delle necessità e delle singole richieste. Sarà garantita la privacy e l'anonimato e nessuna azione verrà presa senza il consenso della donna".

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