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VENETO

L'ex maresciallo contro Manca nelle scuole

«Abbiamo trascurato i nostri figli per inseguire quei criminali. Ora vedo che proprio loro diventano modelli per i ragazzi»

L'ex maresciallo  contro Manca nelle scuole

Trentasette anni di servizio, tra indagini e arresti contro spacciatori, rapinatori e membri della Mala del Brenta, e adesso il disappunto dell’ex maresciallo Vincenzo Rinaldi si trasforma in protesta pubblica. Per Rinaldi, la decisione di permettere a Giampaolo Manca, ex criminale e autore di libri e film sul suo passato delinquenziale, di parlare nelle scuole è inaccettabile.

«Abbiamo trascurato i nostri figli per inseguire quei criminali. Ora vedo che proprio loro diventano modelli per i ragazzi», afferma Rinaldi, riferendosi a Manca, che sui social è seguito da migliaia di adolescenti e organizza tour nei “luoghi del crimine”. Nonostante la condanna per associazione mafiosa, omicidio e traffico di droga, Manca si presenta come “pentito” e porta la propria esperienza nelle aule e nelle sale pubbliche, guadagnando visibilità e pubblicizzando libri e progetti artistici.

Secondo Rinaldi, il rischio è concreto: l’emulazione dei giovani, affascinati da una vita criminale trasformata in spettacolo. «Non ha mai collaborato con la giustizia, non ha mai risarcito le vittime e usa la sua notorietà per profitto personale», aggiunge. L’ex maresciallo ha scritto al ministro dell’Istruzione e all’assessora regionale chiedendo di vietare interventi scolastici di questo tipo, o almeno di prevedere un contraddittorio che riporti la realtà dei fatti.

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