VOCE
rovigo
10.04.2026 - 19:42
Secondo alcune leggende, l’aglio scaccerebbe i vampiri. A Sarzano, invece, l’aglio ha scacciato l’impianto di produzione di biometano che Apis Ro1 voleva realizzare su 10 ettari di terreno agricolo lungo via Calatafimi. Perché proprio l’aglio, bianco Dop, è stato uno dei cardini della vittoria al Tar degli abitanti di Sarzano e del Wwf nazionale, che hanno visto accolto il loro ricorso contro l’autorizzazione unica all’impianto concessa dalla Regione il 23 dicembre 2024. Annullata. Con la condanna di Regione Veneto, Comune di Rovigo e Apis Ro1 al pagamento, in solido, di 6mila euro di spese di lite a Wwf e cittadini.
Come spiega l’avvocato Marco Casellato che ha assistito i ricorrenti, con la sentenza di giovedì il Tar ha accolto “i motivi riguardanti gli aspetti agronomici, sia in relazione all’insufficienza dei terreni destinati allo spandimento del digestato prodotto dall’impianto, sia con riferimento all’inidoneità del sito di localizzazione dell’impianto all’interno di un’area classificata ad ‘elevata utilizzazione agricola’, in cui viene coltivato l’aglio bianco polesano Dop”.
Fra i punti che hanno portato all’accoglimento del ricorso, il primo riguarda il digestato, il residuo finale. Da progetto, 184.931 tonnellate l’anno, delle quali 30.958 avviate a spandimento agronomico. Per il Tar “mancherebbe, in particolare, la disponibilità di terreni agricoli per la distribuzione dei digestati prodotti dall’impianto, atteso il reperimento di una superficie complessiva pari a 1.300 ettari, a fronte della più ampia necessità di un’estensione agricola pari ad almeno 2.451 ettari, attestata dalla relazione tecnica allegata al progetto”. E questo incide perché “in caso di mancato rispetto delle disposizioni regionali a tutela delle zone vulnerabili ai nitrati, com’è quella che interessa lo stabilimento in esame, il digestato cessa di essere un sottoprodotto divenendo automaticamente un rifiuto, dunque imponendo di gestirlo in quanto tale, con tutte le conseguenze del caso anche in punto di qualificazione dell’impianto”.
Il cardine di tutto è l’impatto sull’agricoltura perché il progetto ricade “in aree ad elevata utilizzazione agricola individuate dal Ptrc e in particolare in una zona agricola caratterizzata da produzioni agroalimentari di qualità: questa circostanza avrebbe imposto un’attenta istruttoria al fine di comprendere se l’installazione dell’impianto possa o meno compromettere, o in qualche modo interferire, con le tradizioni agroalimentari locali”. Infatti, pur essendo un impianto da fonti rinnovabili, le norme richiedono che “non comprometta o interferisca negativamente con le finalità perseguite dalle disposizioni in materia di sostegno nel settore agricolo, con particolare riferimento alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali.
La Regione Veneto non avrebbe approfondito tali tematiche, nonostante il fatto che l’impianto occupi quasi 10 ettari di superficie agricola, preveda, per il funzionamento impiantistico, il prelievo di ben 25mila metri cubi di acqua dalla falda sotterranea, e scarichi le acque di risulta dei trattamenti e piovane nel canale Commissaria, utilizzato per il prelievo di acqua irrigua da destinare a colture agricole biologiche. Tali circostanze farebbero ipotizzare conseguenze significative sull’equilibrio e sul livello della falda freatica disponibile per le colture, oltreché un pregiudizio certo alla qualità dell’acqua irrigua e altresì una probabile preclusione dell’irrigazione di colture agricole destinate a consumo alimentare. Contrariamente a quanto sostengono le difese dell’amministrazione e della controinteressata, non basta verificare che i terreni interessati dal progetto siano esclusi dall’utilizzo per produzioni agroalimentari di qualità: la normativa invocata dai ricorrenti impone di effettuare una valutazione del contesto territoriale e agricolo entro il quale il sito e l’impianto vengono a collocarsi”
Da parte sua, il sindaco Valeria Cittadin commenta: “Accogliamo con rispetto il giudizio. La posizione di questa amministrazione non cambia: rispetto per le commissioni tecniche e per la giustizia. Non saremo mai per i No o i Sì a prescindere. In uno Stato democratico come il nostro queste scelte sono sottoposte a commissioni di professionisti e a giudizi che non possono essere dati dalla politica. Il Tar ha disposto l’annullamento dell’autorizzazione regionale, evidenziando alcuni profili che richiedono un riesame nell’ambito del procedimento. E’ importante sottolineare che le valutazioni tecniche e le osservazioni espresse dal Comune di Rovigo non sono state oggetto di rilievi, questo conferma la correttezza e la serietà dell’operato dell’amministrazione, che ha agito con senso di responsabilità e attenzione alla tutela del territorio e dei cittadini. Rimaniamo fiduciosi nel lavoro delle istituzioni e disponibili a collaborare, in uno spirito costruttivo, nel rispetto delle regole”.
La vittoria di una comunità che ha scelto di non restare in silenzio”, così i cittadini di Sarzano festeggiano “un risultato che molti credevano impossibile. Il Tar ha confermato che le nostre preoccupazioni erano giuste e fondate. Ci ripaga di ogni fatica, delle riunioni fino a tarda sera e della tensione accumulata. Eravamo partiti con un ricorso al Capo dello Stato, ma istituzioni e azienda hanno preferito portarci in tribunale, forse sperando che un piccolo gruppo di abitanti non avesse le forze per resistere. Al contrario, siamo riusciti a sostenere una sfida legale complessa e oggi possiamo dire che la tutela della nostra salute e delle nostre eccellenze agricole, come l’aglio bianco polesano Dop, ha avuto la meglio. I cittadini, quando si muovono insieme, possono davvero fare la differenza”. Poi, i ringraziamenti: alle famiglie ricorrenti; al Wwf nazionale, la cui “decisione di intervenire nel ricorso a difesa di Sarzano è stata fondamentale” e ha dimostrato “che proteggere un piccolo pezzo di terra come il nostro significa proteggere il futuro di tutti”; “ai professionisti che ci hanno assistito con dedizione”; ma anche “a chi ha donato, chi ha partecipato agli incontri e chi ci ha fatto sentire il proprio calore”.
Elena Biasin, capogruppo di Civica per Rovigo, punta il dito verso l’amministrazione comunale: “Il decreto impugnato era stato emesso anche grazie al parere favorevole del Comune di Rovigo. Nel consiglio comunale del 6 marzo 2025, a nome di vari consiglieri di opposizione, ho presentato una mozione in cui si chiedeva che il Comune sostenesse il ricorso contro l’autorizzazione all’impianto. Nel corso di quella seduta, alla quale hanno assistito molti cittadini di Sarzano, il sindaco ha anche aggiunto: ‘se volete fare ricorso, liberi di farlo, vi auguro per i soldi che spenderete di vincerlo’. Il seguito è noto: la mozione non è stata approvata per il voto contrario della maggioranza e, anzi, il Comune si è costituito al Tar chiedendo il rigetto del ricorso. Però, i soldi per il ricorso sono stati evidentemente spesi bene. Al contrario, poiché nella sentenza c’è un condanna alle spese delle parti soccombenti, sarà il Comune di Rovigo che dovrà pagare, in solido con Regione e Apis Ro 1, 6mila euro per spese legali a cittadini e Wwf”.
Da parte sua, Federico Frigato, consigliere di Rovigo si ama, rimarca: “Hanno vinto la condivisione di una finalità chiara, la tutela della sicurezza e della salute, e la capacità di capire che progetti e insediamenti industriali si sovrappongono a situazioni di difficoltà preesistenti, aumentando i disagi e le difficoltà. Ma, a Rovigo, dietro la frase ‘mi fido dei tecnici’ si sono erette barriere di incomunicabilità. L’amministrazione Cittadin ha scelto di schierarsi a fianco del privato contro i suoi concittadini, debole con i forti e forte con i deboli. Ma, a volte, Davide sconfigge Golia”.
I consiglieri dem Diego Crivellari e Palmiro Franco Tosini aggiungono: “E’ indiscutibile il significato, anche politico: una vittoria dei cittadini di Sarzano e di tutti coloro che, dal basso, si sono mobilitati contro un intervento di sicuro impatto per il territorio. Crediamo che questo primo esito, per quanto non ancora definitivo, debba far riflettere profondamente chi oggi amministra la città, perché le preoccupazioni manifestate dai cittadini non erano affatto condizionate da motivazioni ideologiche o da facili allarmismi, ma nascevano da una valutazione ponderata dei possibili effetti del nuovo impianto”.
Anche Matteo Favero, commissario provinciale del Pd, ribadisce: “Il Pd, a ogni livello, è da sempre sostenitore della rivoluzione verde e della transizione energetica basata sulle rinnovabili. Ma ogni impianto va inserito in un contesto di collaborazione comunitaria, senza scelte calate dall’alto, come avvenuto con l’atteggiamento del sindaco Cittadin”.
Dina Merlo, consigliera del Forum ricorda che “le problematiche su traffico, odori, emissioni, prelievi di acqua di falda e scarichi, hanno animato gli incontri pubblici e interessato anche il Comune. Il sindaco in un incontro aveva apertamente sconsigliato i cittadini di ricorrere. Ha anche rifiutato di partecipare insieme ai cittadini al ricorso”.
L’ex sindaco Edoardo Gaffeo sottolinea che “questo ricorso ha portato al centro dell’attenzione il futuro dello sviluppo economico del Polesine, che deve essere compatibile con le attività produttive di qualità, con il sostegno al settore agricolo e alla valorizzazione delle tradizioni agroalimentari locali, se vogliamo che Rovigo diventi una città attrattiva e si inverta la tendenza alla riduzione del numero di abitanti”.
La Voce nuova | Direttore responsabile: Alberto Garbellini
Editrice Editoriale la Voce Soc. Coop. | Piazza Garibaldi, 17 - 45100 Rovigo Telefono 0425 200 282 - Fax 0425 422584 - email: redazione.ro@lavoce-nuova.it
Per la tua pubbicita' su questo sito: commerciale.ro@lavoce-nuova.it
Editrice: Editoriale La Voce Società Cooperativa. “La società percepisce i contributi di cui al decreto legislativo 15 maggio 2017, n. 70. Indicazione resa ai sensi della lettera f) del comma 2 dell’articolo 5 del medesimo decreto legislativo.” Redazione: piazza Garibaldi 17, 45100, Rovigo tel. 0425 200282 e:mail: redazione.ro@lavoce-nuova.it sito: www.lavocedirovigo.it
Pubblicità locale: Editoriale La Voce Soc. Coop. Divisione commerciale Piazza Garibaldi 17 - 45100 Rovigo - Tel. 0425 200282. Pubblicità Nazionale: MANZONI & C. S.p.A. Via Nervesa, 21 - 20139 Milano - Tel. 02 574941 www.manzoniadvertising.com Stampa: Tipre srl Luogo di stampa: via Canton Santo 5 Borsano di Busto Arsizio. POSTE ITALIANE S.P.A. - Sped. in Abb. Post. - D.L. 353/2003
(conv. in L. 27/02/2004, n.46) art. 1, comma 1, DCB (Ro). Testata registrata “La Voce Nuova” Registrazione del Tribunale di Rovigo n. 11/2000 del 09/08/2000.
Testata aderente all’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria www.iap.it. Iscrizione al ROC n. 23289. Associata FILE 