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confartigianato polesine
11.04.2026 - 19:30
Tutti paghiamo e pagheremo il caro energia, ma artigiani, commercianti e piccoli imprenditori rischiano di pagarlo due volte, senza nessuna possibilità di “diluire” in alcun modo gli aumentati oneri d’impresa. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion, che arriva a seguito del report di Cgia Mestre sulla povertà energetica.
“Circa il 70 per cento di artigiani e commercianti lavora da solo, senza dipendenti né collaboratori familiari – spiega infatti Cgia - Una realtà molto diffusa, fatta di piccoli imprenditori e titolari di partita Iva che ogni giorno tengono in piedi botteghe, negozi e attività di servizio. Negli ultimi anni, però, questa fascia è stata colpita duramente dall’aumento dei costi dell’energia. Il problema principale è che molti di loro si trovano a pagare due volte il caro bollette. Da una parte, come utenti domestici, devono far fronte alle spese più alte per luce e gas nelle proprie abitazioni. Dall’altra, come imprenditori, sostengono costi ancora maggiori per mantenere attiva la propria attività. Tenere accese le luci, riscaldare un laboratorio in inverno o raffrescare un negozio in estate sono necessità quotidiane, non rinviabili”.
In pratica, artigiani, commercianti e piccoli imprenditori, vedono sommarsi – e gravare unicamente su di loro – il caro bollette riferito alla propria abitazione e quello che pesa sull’attività.
“Spese che, con l’aumento dei prezzi energetici, incidono sempre di più sui margini già ridotti di queste attività – prosegue Cgia - Il risultato è una pressione economica crescente che mette in difficoltà molte microimprese, costrette spesso a ridurre i consumi o a rinunciare a investimenti, pur di riuscire a sostenere costi ormai diventati molto pesanti”.
E certo non aiuta il fatto che il Veneto sia una delle Regioni nelle quali l’aumento del costo dell’energia “picchia” con maggiore violenza. Per la precisione, la seconda.
“I rincari delle bollette di luce e gas previsti per l’anno in corso dovrebbero provocare – prosegue l’Ufficio studi della Cgia - un prelievo aggiuntivo ai bilanci delle famiglie italiane di 5,4 miliardi di euro che sale a 6,6 se il confronto viene eseguito rispetto al 2024. A livello regionale è la Lombardia che in termini assoluti subisce l’aggravio più importante: rispetto al 2025 il rincaro è pari a 1,1 miliardi di euro. Seguono il Veneto con +557 milioni, l’Emilia Romagna con +519 e il Lazio con +453. Chiudono la graduatoria nazionale la Basilicata con +45 milioni di euro, il Molise con +25 e la Valle d’Aosta con +10”.
Una combinazione di fattori che, a livello locale, rischia quindi di avere effetti deflagranti. "Il caro bollette – conferma il presidente di Confartigianato Polesine Marco Campion - rappresenta un problema particolarmente grave per gli artigiani che lavorano da soli, anche in provincia di Rovigo, poiché incide direttamente sui loro costi di produzione senza la possibilità di distribuirli su una struttura più ampia. A differenza delle aziende più strutturate, infatti, i lavoratori autonomi dispongono di risorse limitate e margini di guadagno spesso ridotti. L’aumento dei costi di energia elettrica e gas si traduce quindi in una diminuzione immediata del reddito netto”.
“Inoltre – continua la sua analisi - molti artigiani utilizzano macchinari e strumenti che richiedono un elevato consumo energetico, rendendo difficile ridurre l’uso di energia senza compromettere la qualità o la quantità del lavoro. Questo li pone davanti a una scelta difficile: aumentare i prezzi dei propri servizi, rischiando di perdere clienti, oppure assorbire i costi, riducendo i propri guadagni”.
“Un altro aspetto critico - conclude il Presidente della Confartigianato Polesana - è l’imprevedibilità delle tariffe energetiche, che rende complicata la pianificazione economica e la gestione delle spese nel lungo periodo. Senza adeguati strumenti di tutela o incentivi, molti artigiani rischiano di non riuscire a sostenere la propria attività, con conseguenze negative non solo per loro stessi, ma anche per la nostra economia provinciale".
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