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Il progetto “Baskin” entra dritto in classe

Sport e inclusione protagonisti al Primo Levi

Il progetto “Baskin” entra dritto in classe

Il progetto “Baskin” entra in classe: sport e inclusione al Primo Levi.

Una speciale occasione per conoscere da vicino una significativa realtà dello sport paralimpico è stata offerta agli studenti dell'istituto superiore di Badia Polesine.

Diverse classi hanno avuto l’opportunità di avvicinarsi concretamente al baskin, il basket inclusivo, partecipando a un’attività coinvolgente insieme all’associazione Sei (Sport e inclusione) di Rovigo, nell’ambito del progetto Social time.

L’incontro si è aperto con un momento introduttivo dedicato alla conoscenza dell’associazione, da anni impegnata a offrire a persone di età, abilità e background differenti la possibilità di praticare sport in un contesto inclusivo.

Successivamente, ragazzi e ragazze si sono messi in gioco in prima persona, dividendosi in piccoli gruppi per apprendere i fondamentali di questa disciplina: dai passaggi ai movimenti in campo, fino a semplici schemi di gioco. Guidati dal coach e affiancati dagli atleti e dalle atlete dell’associazione, hanno potuto sperimentare direttamente cosa significhi far parte di una squadra inclusiva.

La mattinata si è conclusa con alcune partite in squadre miste, momento particolarmente significativo non solo dal punto di vista sportivo, ma anche umano: un’esperienza concreta in cui i valori appresi durante l’attività hanno trovato piena espressione.

“L’esperienza è stata breve, ma estremamente significativa - commenta la studentessa Sofia Boscaro della 4B Su - ha offerto a tutti i partecipanti l’opportunità di riflettere sull’importanza dell’inclusività e su come lo sport possa rappresentare un potente strumento di unione, capace di superare differenze e costruire relazioni autentiche. Lo sport, infatti, non è solo competizione, ma anche condivisione, rispetto e crescita personale. E’ un linguaggio universale che permette di avvicinare le persone, creare un forte spirito di squadra e insegnare a chiunque lo pratichi a giocare per vincere, o almeno a dare il massimo insieme agli altri, valorizzando ogni singola persona”.

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