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Mamma Violeta muore all'improvviso

Malore fulminante

Mamma Violeta muore all'improvviso

Un malore improvviso, la corsa contro il tempo e una fine che ha lasciato sgomenta un’intera comunità. È morta il 2 aprile, a 49 anni, Violeta Timosco, residente a San Giorgio in Brenta, frazione del comune di Fontaniva (Padova). Viveva con il marito Michele Miazzi e le figlie Natasha, 25 anni, e Angelika, 20.

A ricostruire gli ultimi momenti è il marito. Il malore si è manifestato nella mattinata di domenica 29 marzo. "Mi ha chiamato dicendo che non sentiva più un braccio, erano le 7.55", racconta. Da lì la situazione è precipitata rapidamente: il trasporto in ospedale e il ricovero, già in condizioni gravissime. "Quando è arrivata era in coma". La causa del decesso è stata un’emorragia cerebrale fulminante. Violeta si è spenta pochi giorni dopo all’ospedale di Cittadella.

Originaria dell’Est Europa, si era costruita una vita in Italia insieme alla sua famiglia. "Ci siamo sposati nell’agosto del 1999, poi in chiesa il 20 maggio del 2000", ricorda il marito. Al centro della sua quotidianità c’erano le figlie, in particolare la più giovane, nata con gravi difficoltà. "Ha avuto un’asfissia alla nascita, con conseguente ritardo cognitivo. Fisicamente sta bene, ma comunica a gesti".

Una condizione che aveva segnato profondamente le scelte di Violeta. Per anni aveva lavorato come commessa in un negozio di abbigliamento del paese, senza mai trascurare la famiglia. Successivamente si era dedicata interamente alla gestione della casa e alla cura della figlia. "Era completamente dedicata a loro", sottolinea il marito.

Persona riservata, viene ricordata per la capacità di instaurare rapporti spontanei anche con chi conosceva da poco. "Riusciva a mettere a proprio agio tutti", riferisce ancora Michele. Un tratto emerso anche durante ricoveri e momenti difficili, quando, pur mantenendo la propria discrezione, diventava un punto di riferimento per chi le stava accanto.

I funerali si tengono oggi alle 15 al santuario della Madonna Salute degli Infermi di Scaldaferro, luogo a cui era particolarmente legata. La sera precedente, la comunità di San Giorgio in Brenta si è raccolta in chiesa per il rosario, con una partecipazione significativa.

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