VOCE
badia polesine
11.04.2026 - 06:00
Il consiglio comunale approva all’unanimità la variante numero 7 al Piano degli interventi.
Nel corso dell’ultima seduta del consiglio comunale è stata approvata all’unanimità la variante allo strumento urbanistico, presentata dall’assessore Stefano Baldo.
Nel suo intervento, il titolare della delega all'urbanistica ha spiegato che la variante “va a sviluppare ed attuare una parte, urgente e già approfondita, degli obiettivi e dei contenuti riportati nel documento del sindaco già illustrato in consiglio comunale”, precisando che “la trattazione dei rimanenti contenuti è rinviata a una successiva variante al Pi”. Una scelta che, ha sottolineato, “ha trovato fondamento sulla necessità di dare precedenza alle proposte puntuali di accordo pubblico privato già presentate tra il 2025 e il 2026”.
Baldo ha inoltre evidenziato che “è stata redatta direttamente dall’ufficio tecnico” e che si pone l’obiettivo di “gestire le nuove proposte di trasformazione del territorio privilegiando gli interventi in aree già urbanizzate o quantomeno già destinate a usi urbani per effetto di previsioni urbanistiche previgenti non ancora attuate”. Un indirizzo che, ha aggiunto, “risulta compatibile con gli obiettivi e le finalità contenute nella legge regionale 14/2017, in particolare per la riduzione progressiva del consumo di suolo non ancora urbanizzato”.
Entrando nel merito dei contenuti, l’assessore ha illustrato che la variante comprende “modifiche puntuali derivanti da specifiche istanze che l’amministrazione ha ritenuto di accogliere a seguito di una puntuale valutazione tecnica”.
La prima riguarda “la riclassificazione di una porzione di area degradata in zona D3 - zona produttiva con piano attuativo approvato e F6 - area destinata a parcheggi esistenti e di progetto”, precisando che “la configurazione urbanistica non consuma la quantità massima di consumo di suolo determinata, in quanto ricadente negli ambiti urbani consolidati” e che “non determina alcun valore perequativo trattandosi di ripristino della destinazione urbanistica previgente e ricognizione dello stato di fatto”.
Un secondo intervento prevede “la riclassificazione di una zona residenziale B7 e di una piccola porzione in zona B2 in zona D5 - zona misto produttiva di completamento mediante accordo pubblico privato”, anche in questo caso con la precisazione che “la configurazione urbanistica non consuma suolo e non genera plusvalore, non determinando alcun valore perequativo”.
Infine, è stata illustrata “la riclassificazione di una zona D7 - zona polifunzionale artigianale, industriale, commerciale in zona D3 - zona produttiva con piano attuativo approvato”, evidenziando che “rientra negli ambiti di urbanizzazione consolidata e la destinazione urbanistica produttiva viene mantenuta, senza determinare valore perequativo”.
In conclusione, l’assessore Baldo ha ricordato che “per quanto concerne gli altri temi e contenuti esplicitati nel documento programmatico preliminare, si rinvia a una successiva variante da adottare entro il 2026”.
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