VOCE
serie d
12.04.2026 - 19:09
L'agonia granata è ufficialmente finita: dopo 10 anni di Serie D, l'Adriese è retrocessa matematicamente in Eccellenza, privando il Polesine di un club nella massima categoria dei dilettanti come non accadeva dal 2013-14 (quando però c'era il Delta in Lega Pro...). L'inevitabile, ma ugualmente dolorosa, mazzata finale agli etruschi penultimi con 21 punti, ko (2-0) nell'anticipo di sabato a Noale per la 20esima volta in 31 gare, gliel'ha inferta in primis l'Obermais terz'ultimo in virtù del 2-2 in casa del Cjarlins Muzane, rendendosi aritmeticamente irraggiungibile col suo +10 a tre gare dalla fine.
Ma, anche se gli altoatesini avessero perso in Friuli, l'Adriese ieri sarebbe retrocessa lo stesso: il Vigasio sest'ultimo vincente a Chioggia, infatti, con i suoi 38 punti non avrebbe fatto scattare il playout con una terz'ultima a quota 30 (per giocarli deve esserci un gap massimo di 7 lunghezze). Ma tant'è.
Al di là di questi calcoli numerici puramente formali, l'amara realtà è che, come annunciato da tempo, l'Adriese in questo 2026 è stata suo malgrado protagonista della sua terza retrocessione in Eccellenza degli anni Duemila, dopo quelle maturate nel 2002 e nel 2010. E, come detto, stavolta la condanna aritmetica è arrivata a tempi di record o quasi, alla luce delle ben tre giornate d'anticipo che renderanno i prossimi due impegni al “Bettinazzi” con Campodarsego e Brian Lignagno, inframezzati dal derby di Chioggia con l'Union Clodiense, un ulteriore calvario il finale degli uomini di Roberto Mantoan, che sabato ha bagnato con una prestazione volenterosa ma insufficiente in casa della Calvi Noale il suo debutto da primo allenatore granata.
Insomma, questa retrocessione rappresenta lo specchio di un'annata da incubo, tra problematiche sportive, gestionali ed economiche. Tutti confermati, quindi, i foschi presagi dell'estate 2025, quando in realtà, se non fosse stato per l'intervento in extremis del presidente Emanuele Mancin, questa stagione di D non si sarebbe neppure disputata (e i granata sarebbero, con ogni probabilità, ripartiti dalla Terza). Già, perché alle radici di questo fallimentare 2025-26 non può non stagliarsi il travagliato addio al club di 9 mesi fa dell'ex patron Luciano Scantamburlo. Così la nuova proprietà si è ritrovata di punto in bianco una patata bollente di non facile gestione, benché nelle prime settimane la compagine costruita dal direttore sportivo Daniele Simeoni e affidata a mister Massimo Pedriali avesse dato segnali incoraggianti. Che, ben presto, si sono diradati fino al crollo definitivo maturato ieri. Nelle prossime settimane analizzeremo i perché e proveremo a delineare gli scenari futuri della beneamata ultracentenaria.
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