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Dopo i furti ora arriva il riscatto

Il sindaco Mantovan: “Mi ha chiamato per ringraziarmi. E’ così che si costruisce la sicurezza”

Dopo i furti ora arriva il riscatto

Dalla microcriminalità a una seconda possibilità. Dopo mesi in cui il tema della sicurezza ha diviso il dibattito cittadino, da Porto Viro arriva oggi una storia che prova a cambiare prospettiva: quella di un giovane, in passato coinvolto in piccoli furti (tra cui i ripetuti episodi di grondaie in rame ai danni di abitazioni e attività commerciali) che oggi ha intrapreso un percorso di recupero grazie all’intervento dei servizi sociali e dell’amministrazione comunale.

A tracciare questa linea è il sindaco Mario Mantovan, che interviene pubblicamente ricostruendo uno dei casi più discussi degli ultimi tempi: “Negli scorsi mesi - spiega il primo cittadino - la minoranza ha sollevato dubbi partendo da alcuni episodi che hanno visto protagonista un nostro giovane concittadino. Furti di lieve entità, ma che hanno comunque creato danni e disagi”. Il ragazzo è stato individuato e denunciato dalle forze dell’ordine, ma, come previsto dalla normativa, non sono scattate misure detentive. Da qui le accuse rivolte all’amministrazione: “Il Comune non fa nulla”.

Sul caso, nelle settimane successive ai fatti, si era mossa anche la consigliera di minoranza Armida Panizzo, che aveva invitato ad affrontare la vicenda non solo sul piano della sicurezza ma anche su quello sociale, sollecitando un percorso di recupero per il giovane. “Ma la realtà è un’altra - replica Mantovan - noi abbiamo scelto di non fermarci alla polemica, ma di lavorare. Con pazienza, in silenzio, insieme ai servizi sociali”. Un lavoro che, sottolinea il sindaco, ha visto un ruolo centrale dell’assessore ai servizi sociali Giovanni Siviero e degli uffici comunali: “E’ stato individuato un percorso concreto per questo ragazzo, una comunità adeguata, un accompagnamento costante, fino al trasferimento a Verona con i mezzi del Comune”.

Lo stesso assessore Siviero evidenzia l’importanza dell’intervento: “Non ci siamo limitati a gestire un problema di ordine pubblico, ma abbiamo cercato di affrontarne le cause. Quando ci sono situazioni di fragilità, il compito delle istituzioni è costruire un percorso possibile, affiancare la persona e darle strumenti concreti per ripartire. Questo caso dimostra che, quando si lavora in rete, i risultati arrivano”.

Ma il passaggio più significativo, racconta Mantovan, è arrivato nei giorni scorsi: “Ho ricevuto personalmente una telefonata da questo giovane. Mi ha ringraziato. Ha ringraziato l’amministrazione, l’assessore Siviero, gli uffici e anche chi in città non si è voltato dall’altra parte”.

Oggi il ragazzo ha iniziato un nuovo percorso: sta imparando un lavoro e cercando di uscire da quella situazione di marginalità e dipendenza che lo aveva portato a delinquere. Un esito che per il sindaco rappresenta un modello: “Ecco cosa significa sicurezza per noi. Non solo repressione, ma responsabilità e soluzioni vere. Questo è il lavoro che un Comune serio deve fare”. Una posizione che si inserisce in un contesto più ampio, dove il tema della sicurezza continua a essere centrale a Porto Viro: dai furti nelle attività commerciali agli episodi di microcriminalità diffusa degli scorsi mesi, fino all’avvio, ad agosto scorso, del progetto di “controllo di vicinato” in collaborazione con la prefettura. “A chi parlava senza conoscere i fatti - conclude Mantovan - rispondiamo con i risultati. E di questo possiamo essere orgogliosi”.

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