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rovigo
13.04.2026 - 18:59
Un fine settimana pessimo, a Rovigo, sul fronte della sicurezza. Se, infatti, sabato si è assistito alla rivolta nel carcere minorile collocato - non senza polemiche - in pieno centro, con le vie prossime alla struttura chiuse e l'incredibile vista delle forze dell'ordine, con giubbetto antiproiettile e sfollagente che correvano attorno al penitenziario, per scongiurare tentativi di fuga dei giovani esagitati che all'interno, intanto, imperversavano e sfasciavano, domenica sera non è andata, purtroppo, meglio.
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Una baby gang di origine nordafricana, infatti, avrebbe imperversato in via Silvestri, prendendosela in particolare con le famiglie con i bambini al seguito, offendendo e picchiando senza ritegno. I fatti non si sarebbero verificati neppure troppo tardi, verso le 22, secondo le testimonianze di uno degli aggrediti. La prima a farne le spese sarebbe stata una coppia con un bimbo in passeggino. Gli aggressori, infatti, avrebbero accerchiato e preso a pugni l'uomo che, per fortuna, è poi riuscito a scappare assieme ai suoi cari.
Poco dopo, poi è stato preso di mira un gruppetto di famigliari che rientravano dalla cena in un ristorante della zona. La testimonianza di quanto accaduto è sconcertante. "Ero con la mia famiglia e alcuni amici stretti di famiglia, con ben quattro bambini piccoli - inizia il racconto di Matteo - abbiamo cenato in un ristorante e stavamo tornando verso le macchine che avevamo posteggiato al Multipiano, all’altezza della caserma dei carabinieri in via Silvestri, quando un gruppo di cinque ragazzi, all'apparenza nordafricani, hanno iniziato a girarci attorno con le biciclette, a farci il dito medio e offenderci".
"Ad un certo punto sono andati con fare violento verso i miei genitori - prosegue il racconto - ed io di istinto mi sono messo in mezzo visto che vicino a loro c’erano numerosi bambini, appena mi sono messo davanti a loro sono partiti a pugni e ad un certo punto mi hanno praticamente lanciato contro il muro di faccia, come se non bastasse uno dei tre marocchini ha aperto un bidone del vetro lasciato incustodito, ha preso una bottiglia vuota, l’ha rotta per terra e con la parte affilata mi veniva in contro minacciandomi".
Una scena agghiacciante - avvenuta di fronte a dei bambini piccoli, che piangevano disperatamente - che ha lasciato i testimoni sconvolti. "Tutto questo poi si è concluso - dice ancora la vittima - con loro che sono scappati appena siamo riusciti a suonare il citofono dei carabinieri".
La conseguenza immediata è stata una notte al pronto soccorso, per fortuna senza che il personale abbia individuato conseguenze gravi. "Ora sono a casa - dice ancora Matteo - vedo ancora sfuocato, dalla botta presumo, il collo e la testa fanno molto male, compresa tutta la mandibola per i svariati pugni che mi sono preso. Sono titolare di un locale e, davvero, ne vediamo tante, ma una cosa simile non mi era mai capitata, una violenza così, senza senso".
Purtroppo, non è il primo episodio di famiglie che vengono aggredite e picchiate in centro da baby gang. Qualcosa di simile era avvenuto, infatti, a due passi dal Duomo, lo scorso novembre, quando il branco si era scatenato contro madre, padre e figlio, dopo che l'uomo aveva reagito alle offese che arrivavano dal gruppetto.
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Le indagini sono in corso e speranze fondate sono riposte nelle immagini che dovrebbero avere registrato le telecamere di sorveglianza presenti in zona, in primis quelle del comando provinciale dei carabinieri. Al di là dell'esito dell'indagine, tuttavia, è evidente come episodi quali quelli avvenuti nel weekend possano mettere seriamente a rischio la fruizione del centro di Rovigo.
"Come amministrazione comunale - dice l'assessore alla Sicurezza Michele Aretusini - la sicurezza cittadina è una nostra priorità e lo abbiamo messo in chiaro sin da subito, potenziando la polizia locale, con il terzo turno e con servizi mirati, per esempio contro i borseggi, e mettendoci a disposizione per supportare le altre forze dell'ordine nella gestione dei fenomeni e delle problematiche più complesse".
"Abbiamo fortemente voluto un comandante della polizia locale che non fosse un 'semplice' dirigente comunale, ma un componente, a propria volta, del corpo, con esperienza nella gestione e nella promozione della sicurezza. Non restiamo sordi al fenomeno del contrasto alla violenza giovanile, che vogliamo affrontare sia dal punto di vista della sicurezza, intesa come prevenzione e repressione dei reati, che da quello della individuazione e della soluzione delle cause della devianza giovanile che sta a monte della deflagrazione di episodi di questo tipo".
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