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Sclerosi, la città abbraccia la ricerca

Calabrese: “E’ probabile che qualcuno ce l’abbia senza saperlo, importante la diagnosi precoce”

Sclerosi, la città abbraccia la ricerca

Una sala gremita, segno di una comunità che non si volta dall’altra parte, ha fatto da cornice al convegno dedicato alla sensibilizzazione e all’approfondimento sulla sclerosi multipla alla quale ha voluto partecipare anche il nuovo assessore regionale alla Sanità Gino Gerosa, dando al contempo un segno di vicinanza anche al territorio polesano.

L’incontro “La sclerosi multipla: ieri, oggi e domani”, promosso da Paolo Bologna e dalla moglie Susanna Pozzati dell’associazione Alba Rosa, ha riunito istituzioni, eccellenze mediche e volontariato con l’obiettivo di trasformare la consapevolezza in azione concreta.

Il sindaco Mario Mantovan ha aperto i lavori sottolineando il valore dell’informazione: “Parlare di una diagnosi complessa significa rompere il silenzio”. Un messaggio di vicinanza è giunto anche dall’assessore Maria Laura Tessarin, assente per motivi familiari. L’assessore regionale Valeria Mantovan ha ricordato come in Veneto oltre 10mila persone siano affette da questa patologia, con una prevalenza femminile del 70%.

A dare ulteriore peso istituzionale l’intervento dell’assessore alla Sanità del Veneto Gerosa, che ha evidenziato come la gestione della cronicità rappresenti una delle principali sfide dei sistemi sanitari moderni, sottolineando la necessità di formare cittadini consapevoli. Presente anche il senatore questore Antonio De Poli.

Il fulcro scientifico dell’incontro è stato affidato all’équipe del professor Massimiliano Calabrese, dell’Università di Verona, affiancato dal neuropsicologo Stefano Ziccardi. Calabrese ha illustrato le nuove frontiere nella cura della sclerosi multipla, evidenziando come la malattia abbia una componente genetica limitata, inferiore al 30%, e fattori ambientali ancora in gran parte sconosciuti: “Non sappiamo, non conosciamo la verità: non sappiamo perché a una persona venga la sclerosi multipla. È probabile che qualcuno ce l’abbia senza saperlo: per questo dobbiamo identificarla il prima possibile. Come dico spesso ai miei pazienti, il problema non è solo ricevere la diagnosi, e so bene quanto sia un momento terribile, ma capire se si tratta di una forma che tenderà a progredire, come una brace sotto la cenere, oppure no. Ho pazienti che dopo 25 anni stanno bene e altri che invece non stanno più bene. Le terapie oggi sono molto efficaci, ma devono essere mirate e somministrate nel momento giusto”.

Il professor Calabrese ha inoltre elogiato l’impegno dell’associazione “Insieme per la Sclerosi Multipla”, rappresentata da Elena Donnola, che ha ricordato il traguardo dei 50mila euro devoluti alla ricerca lo scorso anno.

Il successo dell’evento è stato possibile grazie a una rete territoriale ampia e coesa: Protezione Civile, Casa di Cura con la sua unità mobile, Università Popolare con Luciana Milani, Pro Loco, associazione Noi di Fornaci, gruppo sportivo Gs Taglio di Donada, la fioreria Floss e la Comunità Cristiana Sinodiale.

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