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Senza patente, usa quella dell'amico che gli somiglia

Si era anche fatto crescere la barba

Assunzioni e sicurezza sul tavolo del prefetto

Foto di repertorio

Si era fatto crescere barba e baffi per assomigliare sempre di più all’amico che gli aveva prestato la patente, ma è stato scoperto durante un controllo della polizia locale. Protagonista della vicenda un automobilista di origine indiana, denunciato per sostituzione di persona e guida senza patente, mai conseguita.

L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Oderzo (Treviso), lungo la strada Postumia, in una zona centrale della città. L’uomo è stato fermato da un agente impegnato nei controlli di routine. Alla richiesta dei documenti ha consegnato una patente risultata intestata a un connazionale. Nonostante la somiglianza, costruita anche attraverso l’aspetto fisico, l’agente ha rilevato incongruenze tra il volto dell’automobilista e la fotografia presente sul documento.

Il conducente, secondo quanto ricostruito, non avrebbe mostrato segni di agitazione durante il controllo, convinto che la somiglianza fosse sufficiente a superare la verifica. Gli accertamenti hanno invece portato alla contestazione immediata delle violazioni e alla denuncia.

"Lei non è la persona della foto. Dobbiamo denunciarla", avrebbe detto l’agente al termine delle verifiche. Il documento è stato restituito al conducente solo dopo la notifica degli atti. Il connazionale che ha prestato la patente, al momento, non risulta indagato.

L’attività si inserisce nel quadro dei controlli svolti dalla polizia locale di Oderzo, che da tempo dispone di personale specializzato nel contrasto alla contraffazione documentale. Negli ultimi anni è stata infatti potenziata una squadra dedicata all’individuazione di patenti false o utilizzate impropriamente, anche grazie a specifiche competenze tecniche.

Secondo quanto riferito dal comando, il fenomeno riguarda sia documenti contraffatti, talvolta realizzati con tecniche avanzate, sia l’utilizzo di patenti genuine da parte di soggetti diversi dai titolari. Le indagini hanno evidenziato anche l’esistenza di canali illegali attraverso i quali è possibile ottenere documenti falsi in cambio di denaro.

Parallelamente, viene segnalato come numerosi cittadini stranieri si rivolgano regolarmente alle autoscuole del territorio per conseguire la patente secondo le procedure previste.

Per quanto riguarda il caso specifico, la posizione dell’automobilista è ora al vaglio delle autorità competenti. La sanzione amministrativa sarà determinata dalla Prefettura di Treviso, mentre restano aperti gli accertamenti sugli eventuali profili di responsabilità connessi all’utilizzo del documento.

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Commenti all'articolo

  • frank1

    13 Aprile 2026 - 10:43

    leggiamo:gli è stata restituita la patente...anche con tate scuse per i l disturbo?

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