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Allevamenti intensivi, il video dell'orrore

Diffuso da Essere Animali

Allevamenti intensivi, il video dell'orrore

La provincia di Verona torna al centro dell’attenzione mediatica nazionale dopo la messa in onda, nella serata di domenica 12 aprile su Report, di un’inchiesta dedicata alla gestione degli allevamenti intensivi di polli. Il servizio ha mostrato immagini raccolte tra dicembre 2025 e gennaio 2026 all’interno di una struttura situata nel territorio scaligero, dove vengono allevati circa 40mila esemplari riproduttori.

I filmati, acquisiti da un ex dipendente per conto dell’associazione Essere Animali, documentano una serie di pratiche contestate. Nelle immagini diffuse si vedono operatori colpire i volatili con strumenti rigidi e lanciarli contro strutture metalliche. In alcuni casi, gli animali vengono sottoposti a procedure di abbattimento ritenute non conformi, con modalità che non garantirebbero una morte immediata.

Tra gli aspetti evidenziati nel servizio vi è anche la presenza di episodi di cannibalismo tra gli animali, con esemplari che presentano lesioni evidenti. Secondo quanto riportato nell’inchiesta, il fenomeno sarebbe collegato a una restrizione alimentare che ridurrebbe l’apporto di cibo rispetto al fabbisogno, determinando condizioni di stress. Nei filmati vengono inoltre segnalate carenze igieniche, tra cui la presenza di carcasse in decomposizione all’interno degli spazi di allevamento.

Il sistema produttivo mostrato si basa su razze selezionate per una crescita rapida, che raggiungono il peso di macellazione in circa 40 giorni. Tra le problematiche citate compare il cosiddetto “white striping”, una condizione che si manifesta con striature bianche sul tessuto muscolare del petto. Secondo studi scientifici richiamati nel servizio, questa caratteristica comporterebbe variazioni nella composizione della carne.

Sull’inchiesta è intervenuto il presidente di Essere Animali, Simone Montuschi, che ha sottolineato le criticità emerse e la necessità di maggiore attenzione nella filiera. L’associazione ha inoltre richiamato il ruolo della grande distribuzione organizzata e delle aziende coinvolte nella produzione.

Attualmente, secondo i dati citati nel servizio, la maggior parte dei polli allevati in Italia proviene da sistemi intensivi basati su queste tipologie genetiche. A livello europeo, oltre 300 aziende hanno aderito allo European Chicken Commitment, un protocollo che prevede standard più stringenti sul benessere animale, mentre in Italia l’adesione risulta ancora limitata.

In merito ai contenuti dell’inchiesta, l'azienda ha diffuso una nota inviata alla redazione del programma, nella quale ribadisce che le attività vengono svolte nel rispetto delle normative vigenti in materia igienico-sanitaria e di benessere animale. L’azienda evidenzia come gli allevamenti siano gestiti prevalentemente da aziende agricole indipendenti, legate da contratti che prevedono controlli e attività di formazione.

Nel documento si precisa inoltre che eventuali comportamenti difformi dagli standard aziendali sono da considerarsi individuali e non rappresentativi delle procedure adottate. Il gruppo sottolinea infine che le caratteristiche delle carni prodotte rientrano nei parametri di sicurezza previsti dalla normativa.

La diffusione delle immagini ha riacceso il dibattito sulle condizioni degli allevamenti intensivi e sulle pratiche adottate lungo la filiera, mentre restano in corso le verifiche e gli approfondimenti sui contenuti emersi dall’inchiesta televisiva.

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