VOCE
scuola
14.04.2026 - 15:00
Con l’avvio della stagione fiscale, l’attenzione si concentra sulle opportunità di alleggerire il carico tributario. Tra le voci più rilevanti figurano le spese per l’istruzione, che nel 2026 registrano un aggiornamento significativo. La nuova soglia introdotta con la Legge di Bilancio amplia il margine di detrazione, offrendo un sostegno più consistente alle famiglie.
Le spese scolastiche riconosciute ai fini fiscali comprendono i costi di iscrizione e frequenza, oltre ai contributi per attività formative organizzate dagli istituti, come corsi di lingua, teatro o musica. Rientrano anche i servizi di trasporto, le uscite didattiche e le attività culturali, insieme alla mensa scolastica. Si tratta di voci considerate parte integrante del percorso educativo, indipendentemente dalla gestione pubblica o privata dell’istituto.
Il cambiamento più rilevante riguarda l’importo massimo detraibile. Dopo anni fissati a 800 euro per studente, il limite è stato innalzato a 1.000 euro. La detrazione resta pari al 19% della spesa sostenuta, con un beneficio massimo che può arrivare a 190 euro per ciascun figlio. Un elemento che assume particolare peso nei nuclei familiari con più studenti.
Non tutte le spese, tuttavia, rientrano nel perimetro delle agevolazioni. Restano escluse quelle per libri di testo e materiali di uso quotidiano, come cancelleria e zaini, considerate costi ordinari non detraibili.
Un’attenzione specifica è riservata agli studenti con disturbi specifici dell’apprendimento. In presenza di certificazione, è riconosciuta una detrazione del 19% anche per strumenti compensativi, inclusi dispositivi tecnologici necessari a facilitare lo studio.
Per accedere al beneficio fiscale è indispensabile che i pagamenti siano tracciabili. Carte, bonifici e sistemi elettronici rappresentano l’unica modalità valida, insieme alla conservazione delle ricevute.
Il sistema delle detrazioni si estende anche all’ambito universitario. Per gli atenei pubblici, il beneficio del 19% si applica all’intera spesa sostenuta, senza limiti. Nelle università private, invece, il tetto varia in base all’indirizzo di studi e alla collocazione geografica.
Intanto prende forma il calendario della dichiarazione dei redditi. Dal 30 aprile sarà disponibile il modello 730 precompilato sul portale dell’Agenzia delle Entrate, mentre dal 15 maggio si aprirà la fase operativa per modifiche e invio. La scadenza resta fissata al 30 settembre 2026, data entro la quale completare l’adempimento.
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