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"Baby gang scatenata sul bus: c'è malessere"

Il sindaco commenta l’episodio del conducente del bus minacciato da 40 giovani

Terrore sul bus per Santa Maria, baby gang scatenata

L'episodio che ha coinvolto, sabato scorso, una quarantina di ragazzi e un autista della linea 11 Tper, quella che collega Ferrara a Santa Maria Maddalena, ha portato immediatamente a reazioni e valutazione che, fatalmente, hanno avuto ricadute sulle comunità di riferimento.

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Le indagini tese a riconoscere i protagonisti della vicenda sono in corso; ancora non è certo, ad esempio, da dove provenisse il gruppo e dove fosse diretto, quel che è certo è che la situazione non tranquillizzi il cittadino, quello che, ad esempio, utilizza genericamente l’autobus per gli spostamenti, a prescindere dalle fermate e dalle tratte scelte. In attesa dei necessari approfondimenti nel merito di quanto accaduto sul bus della linea 11 sabato scorso e che in qualche modo, fosse anche solo il capolinea della corsa, ha coinvolto Santa Maria Maddalena, abbiamo cercato di capire dal sindaco di Occhiobello, Irene Bononi, la posizione delle istituzioni nei confronti di questi per ora solo spiacevoli, episodi.

“Che dire - spiega Irene Bononi - quanto accaduto sulla linea 11 sabato scorso lascia, ancora una volta, tutti basiti. Sebbene non si sia svolto nel nostro territorio ma nella vicina Ferrara, dimostra comunque quanto i comportamenti sopra le righe e oltraggiosi di ragazzi molto giovani siano innanzitutto una spia di disagio e malessere. Fatti analoghi capitano, purtroppo, ogni giorno nei piccoli come nei grandi centri urbani. Questo comunque non significa assolutamente alzare bandiera bianca nei confronti di questi comportamenti".

"Le istituzioni, e tra queste anche le amministrazioni comunali, sono convinta debbano continuare a percorrere la strada della prevenzione attraverso strategie educative e di responsabilizzazione che portino le ragazze e i ragazzi a valorizzare e privilegiare, nei loro rapporti, il rispetto degli altri, in qualsiasi contesto. Dobbiamo far capire loro, con tutti gli strumenti a nostra disposizione e in collaborazione e sinergia con tutti gli altri luoghi educativi che operano nella nostra società, che la violenza, il bullismo, gli atteggiamenti coercitivi nei confronti dell’altro, chiunque esso sia, sono comportamenti, di fatto, perdenti”.

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