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Detenuto del minorile s’impicca, lo salvano

Intervento immediato del personale della struttura e del Suem 118. Non rischia la vita

Detenuto del minorile s’impicca, lo salvano

Intervento immediato del personale della struttura e del Suem 118. Non rischia la vita

Tentato suicidio di un giovane detenuto, nella serata di oggi, martedì 14 aprile, al carcere minorile di Rovigo, poco prima delle 20. Per fortuna, il bilancio non parla di una tragedia, ma di un salvataggio, grazie anche all’immediato intervento del personale del Suem 118.  Il giovane non rischia la vita.

In ogni caso, una ulteriore emergenza e un ulteriore segnale di disagio che arriva dalla struttura di recente apertura, dopo la rivolta della serata di sabato, che ora si tenta di catalogare come “insubordinazione”, della quale, tuttavia, tutti coloro che c’erano, nel pieno degli eventi, hanno avuto una percezione molto chiara e netta, lontanissima da questa - eufemistica - definizione.

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In ogni caso, dopo la sommossa, è arrivato un momento cupo, di dolore, che ricorda il disagio che si vive all’interno dell’Istituto penale per minori. Il tentativo di togliersi la vita da parte di un giovane detenuto, fortunatamente interrotto prima che potesse produrre i suoi effetti letali, è un dito puntato contro tutto e tutti. Anche contro l’indifferenza. Purtroppo è sempre facile dire “in galera”. Ma la realtà è, purtroppo, molto complessa e difficile. E dentro alle strutture per minori, come quella appena aperta in pieno centro a Rovigo, si intrecciano storie fatte di dolore profondo e di pesante disagio prima ancora che di criminalità.

Fra l’altro, anche se era stata annunciata, proprio in occasione dell’inaugurazione della struttura, l’8 gennaio, ben prima dell’entrata in funzione con l’arrivo dei primi cinque giovani detenuti, il 23 febbraio, la presenza di un team specialistico di dieci persone, esperte in pedagogia e supporto psicologico, Giampietro Pegoraro, della Fp Cgil, punta il dito sulle carenze anche da questo punto di vista: “E’ una situazione molto delicata. In questo momento dentro all’istituto non è operativa la sanità penitenziaria e il supporto psicologico. Mi risulta che i medici e gli infermieri siano quelli della casa circondariale”.

I tentativi suicidari sono un tema a propria volta complesso. Per andare in aiuto a chi vive situazioni di disagio e depressione sono attivi vari punti di ascolto, anonimi e gratuiti, come Telefono amico, che risponde al numero 02 2327 2327 e come il servizio psicologico inOltre, contattabile al numero verde 800 33 43 43. Ma per chi vive in carcere tutto è ancora più complesso.

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